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  • L’editoriale: Arbuticci, valorizzazione di un museo nel “museo naturale” di Caprera


    L’Ente Parco è per la funzionalizzazione del Forte di Arbuticci, infatti, fin dall’inizio si schierò al fianco dell’Amministrazione Comunale quando, un anno fa venivano proposti interventi per realizzare un museo a tema a Punta Rossa. Fummo subito in linea con quanti da circa 15 anni accarezzavano l’idea e avevano contribuito a realizzare il progetto Garibaldi nel Mondo, invece ad Arbuticci, che era stata oggetto già di numerosi interventi di restauro proprio per questo obiettivo. Questo è per noi il progetto che, rispettando le norme attuali, corona il sogno di realizzare in quel sito un museo dedicato all’Eroe. Il progetto presentato è però contro le norme attuali e questo ha determinato inevitabilmente il pronunciamento negativo dell’Ente Parco.
    Le motivazioni della posizione dell’Ente Parco sono state illustrate nel corso della conferenza di servizi, dopo la presentazione del progetto dell’Unità di missione e dell’architetto Pellegrini. L’incontro era stato convocato proprio per verificare le posizioni delle amministrazioni competenti relativamente all’intervento previsto, che rientra all’interno delle celebrazioni del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, ed eventualmente apportare modifiche alo progetto stesso. In riferimento non solo alla normativa che ha istituito il Parco (DPR del 17 maggio 1996), al quadro di riferimento europeo (il Parco è quasi interamente un’area SIC/ZPS con un Piano di gestione approvato dalla Regione Sardegna), ma anche alle previsioni degli strumenti urbanistici e paesaggistici, il progetto non può essere avallato; esso inoltre si discosta dal concetto originario sulla base del quale era stato voluto. In principio si parlava infatti di una “rifunzionalizzazione” del Forte Arbuticci per la quale l’Ente Parco si è sempre dichiarato d’accordo: un tipo di progetto che era stato ideato ed avallato dall’amministrazione comunale di quasi vent’anni fa. Proprio per tale ragione la zonizzazione e i vincoli sull’area, previsti dal DPR del 1996 – che la classifica come TB –  rispecchiano il volere delle passate amministrazioni di scongiurare il rischio di nuove costruzioni.
    Cosa si può fare in concreto? Il progetto dovrebbe essere riportato alle previsioni originarie, fatte al tempo in cui si era iniziato a parlare del progetto di “Garibaldi nel mondo”, e che prevedevano esclusivamente l’utilizzo dei volumi esistenti. E soprattutto occorrerebbe puntare su una maggiore valorizzazione della fortezza per quello che è il suo valore storico.
    Per quanto concerne la viabilità di collegamento, siamo fortemente contrari all’idea illustrata per due ordini di motivi, sebbene essa non sia stata oggetto di valutazione poiché presentata tra le “Varie ed eventuali” all’ordine del giorno. Innanzitutto per una questione di sicurezza antincendo: infatti la via che collega il Forte Arbuticci a Cala Garibaldi, già risistemata l’anno scorso dopo un intervento dello Stato di circa centomila euro, dovrebbe rimanere libera, poiché qualora dovesse scoppiare un incendio, essa rappresenterebbe un’importante via di fuga. Inoltre quello presentato oggi – continua il Presidente – è un progetto di riqualificazione con bitume, il cui utilizzo è vietato dal Piano paesaggistico regionale: a questo si lega anche la seconda motivazione, che riveste soprattutto un carattere storico e paesaggistico, poiché la strada finirebbe per dividere esattamente a metà gli Orti di Garibaldi. Proprio questi ultimi rappresentano, all’interno della visione generale dei progetti dell’Ente Parco per i prossimi anni, un momento saliente di Caprera vissuta come monumento storico-naturale complessivo. Su quella strada possono e debbono essere fatte migliorie attraverso interventi di ingegneria naturalistica, che ne conservino la fruizione ai numerosi maddalenini che da qualche tempo a questa parte, grazie alla riqualificazione di circa un anno fa, la frequentano a piedi e in bicicletta.