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  • Progetto “Orti di Garibaldi”: un appello alla cittadinanza


    Con il progetto “Recupero paesaggistico degli Orti di Garibaldi”, iniziato lo scorso 20 dicembre, il Parco di La Maddalena vuole restituire alla memoria le opere che il Generale realizzò in campo agricolo nell’Isola di Caprera. Durante il suo periodo di residenza (1855-1882) l’Eroe riusci, infatti, a creare, tra le aree della Tola e di Funtanaccia, una vera e propria azienda agricola - sul modello della fazenda sudamericana - trasformando terreni prima brulli e infertili in vigne e frutteti. Queste opere, inevitabilmente offuscate dalle gesta più famose, custodiscono un enorme bagaglio di conoscenze sulla figura di Garibaldi e nello stesso tempo rappresentano un patrimonio culturale straordinario per gli abitanti del Parco. L’obiettivo finale del progetto è, pertanto, quello di recuperare almeno una parte dei cosiddetti “Orti”, realizzando un percorso museale che consenta al visitatore di scoprire come, al posto delle attuali enormi piante di pino e di macchia mediterranea, 150 anni fa il Generale avesse piantato numerosi alberi di olivo, tuttora esistenti, 14 mila alberi di vite, 300 piante di agrumi, un frutteto con numerosi alberi di mandorlo, pesco, melo, pero, fico d’india ecc., una carciofaia, un orto, campi di erba medica per l’allevamento di centinaia di animali, tra cui 250 bovini e 400 ovini, oltreché un campo a frumento per la produzione di farina e pane. Potranno, inoltre, essere recuperate le strutture “tecnologiche” del tempo come il “Lavatoio a solatio”, piantato su uno scoglio pavimentato di mattonelle a colori e utilizzato per lavare il grano, la “casa delle api”, dove il Generale custodiva vari tipi alveari, e un sistema di irrigazione fatto di  pozzi , trombe, secchie, mazzacavalli e bindoli.
    Alla base di questa ricostruzione c’è un importante lavoro di ricerca che, in fase di ulteriore aggiornamento, continua nella raccolta di informazioni riguardanti il paesaggio dell’epoca e i segni dell’agricoltura garibaldina. Per questo motivo il Parco Nazionale invita tutti i cittadini in possesso di documenti iconografici, bibliografici e storici, riguardanti le coltivazioni e le opere realizzate dal Generale - in particolare per le zone della Tomba della Cavalla Marsala e di Funtanaccia - a darne visione agli uffici dell’Ente e a contribuire, in questo modo, al coronamento del progetto.