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  • NaturaPark Barlia robertiana


    Pianta robusta alta fino a 80 cm, con fusto verde nella parte inferiore e sfumato di violetto alla sommità. Foglie carnose di colore verde brillante, ovato-lanceolate, riunite in rosetta basale, guainanti le superiori. Infiorescenza molto densa con fiori grandi e brattee fogliacee violette. Labello trilobato, allungato, di colore bianco-rosato nel centro con macchie più scure ai bordi; lobo mediano allungato, lobi laterali falciformi più corti del mediano, con bordi crespati, diritti in avanti, sperone corto. I fiori sono nettariferi, l’impollinazione è entomofila (soprattutto bombi) talora per autofecondazione. La si rinviene nei prati, garighe, cespuglieti e margini delle strade. Nel territorio del Parco Nazionale è alquanto rara e circoscritta a pochi areali con pochissime piante; la specie è a rischio estinzione per la presenza del cinghiale che ne stà minando la crescita. Vent’anni fa Giovanni Cesaraccio scriveva così: “Decisamente è la più rara tra le orchidacee presenti nell’arcipelago; l’abbiamo infatti riscontrata nei primi mesi invernali in due soli siti esposti a meridione……”Quaderni Naturalistici di Italia Nostra – Flora dell’Arcipelago di La Maddalena. I termini scientifici della specie sono derivati da due appassionati botanici, il Barla, micologo di Nizza vissuto nell’Ottocento, ed il Robert, autore sempre dell’Ottocento di una pregevole opera sulla flora di Tolone. La Barlia fiorisce nel mese di gennaio e se le condizioni sono favorevoli la si può trovare fino ad aprile. La specie non è protetta, ma vigono le Normative del Parco Nazionale, dove è assolutamente fatto divieto di raccolta della flora in tutto il territorio. E’ importante ricordare che la pianta asportata per essere immessa in vaso è destinata miseramente a seccarsi e morire definitivamente; per questo motivo, considerato che il numero esistente sul nostro arcipelago è esiguo, si chiede che la stessa venga preservata e segnalata all’Ufficio Ambiente dell’Ente Parco per il censimento.