body-parcoinforma
  • Nave maltese bloccata a Marsiglia: avrebbe scaricato nelle Bocche sostanze inquinanti


    L’Ente Parco e l’Office de l’Environnement de la Corse, agenzia della Regione Corsica che gestisce le riserve naturali dell’isola e in particolare quella delle Bocche di Bonifacio, comprendente, tra le altre, anche le isole di Lavezzi e Cavallo, hanno assunto una posizione comune riguardo al grave episodio avvenuto alla fine di gennaio, che avrebbe potuto mettere a repentaglio un ecosistema comune a Sardegna e Corsica. Alle ore 17 di venerdì 27 gennaio 2012 un aereo della Marina francese, nel corso di una missione finalizzata a combattere le pratiche illegali di rilascio di sostanze inquinanti a mare, ha individuato un’area di dodici miglia di lunghezza e di duecento metri di larghezza, sulla scia di una piccola nave cisterna, battente bandiera maltese, che transitava attraverso lo Stretto di Bonifacio in direzione da est a ovest. Il giorno successivo, al suo arrivo presso il porto di Fos-sur-Mer, la nave, “Trefin Adam”, è stata sottoposta a fermo amministrativo e il procuratore generale di Marsiglia ha subordinato la successiva ripartenza della nave al pagamento di una cauzione pari a 350.000 euro. L’indagine, condotta dal reparto di Marsiglia della polizia marittima, determinerà se i risultati della traccia osservata derivino da un’operazione di pulizia dei serbatoi o da altra parte della nave. Il rischio di inquinamento dovuto presumibilmente ad una miscela di detergenti e residui di olio ricorda tuttavia, con drammatica attualità, la vulnerabilità delle due aree protette transfrontaliere del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio. Il progetto PMIBB, che si ispira al Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio e che coinvolge l’Office de l’Environnement de la Corse (ente gestore della Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio) e l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, dovrebbe a breve raggiungere un’importante tappa intermedia con l’istituzione di un Gruppo europeo di cooperazione territoriale, denominato GECT-PMIBB, che del Parco internazionale intende rappresentare l’embrione e che coordinerà le azioni comuni alle due aree protette attraverso lo stretto, consolidando la pluriennale cooperazione transfrontaliera. Inoltre, la classificazione dello Stretto di Bonifacio quale Area marina particolarmente sensibile (PSSA: Particularly Sensitive Sea Area), avvenuta da parte dell’IMO (International Maritime Organization) il 17 luglio 2011, comporta, a partire dalla data di attuazione, una “forte” raccomandazione da parte di tale organismo riguardo alla necessità che le navi siano guidate da un pilota italiano o francese con ampia conoscenza della zona; non si tratta chiaramente di un obbligo, ma di un suggerimento che le compagnie di assicurazione terranno necessariamente in considerazione. Le Aree marine particolarmente sensibili sono solo 13 in tutto il mondo e quella delle Bocche di Bonifacio è la prima del Mediterraneo. Nel 2010 e nel 2011, una media annuale di oltre 3400 navi di grandi dimensioni, 100 delle quali trasportavano merci pericolose (petrolio, gas e prodotti chimici) hanno attraversato lo Stretto di Bonifacio, habitat privilegiato con circa il 37% delle specie del Mediterraneo di notevole interesse scientifico, 160 delle quali protette dalle direttive comunitarie. Consapevoli di tale prospettiva, il Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena Giuseppe Bonanno e il presidente dell’Office de l’Environnement de la Corse Pierre Ghionga intendono reagire rapidamente alla notizia di un evento che impatto Resta da stabilire. In questo senso, il presidente dell’Office de l’Environnement de la Corse ha presentato una denuncia al pubblico ministero presso il Tribunale di Marsiglia contro l’operazione di rilascio in mare di sostanze inquinanti nello stretto di Bonifacio, da parte della nave battente bandiera maltese “Trefin Adam”.