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  • Progetto PMIBB: l’Ente Parco fa chiarezza: il GECT non è il Parco marino internazionale, ma ad esso si ispira


    Dopo voci e timori ingiustificati, il Presidente Bonanno ha rilasciato una lunga intervista a Radio Arcipelago riguardante il GECT PMIBB (Gruppo europeo di cooperazione territoriale - Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio), la nuova istituzione che porterà nuovi fondi comunitari sul territorio.Delle dichiarazioni, disponibili su YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=QOdN5pxXf7M) riportiamo di seguito una brevissima sintesi.

    Il progetto PMIBB, finanziato con fondi del programma della Comunità Europea “Marittimo” Italia-Francia 2007-2013, è stato elaborato dai due partner, Office de l’Environnement de la Corse e Ente Parco, nel corso del 2009, dopo anni di collaborazione tra le aree protette appartenenti alle due diverse sponde delle Bocche di Bonifacio. Il progetto si inserisce sul solco dell’idea del Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio, del quale prende il nome e l’acronimo - PMIBB, appunto - ma che negli anni ha dimostrato l’impossibilità di essere realizzato a causa dell’assenza di un quadro normativo e giuridico chiaro e applicabile in concreto.

    L’Ente Parco sta perciò realizzando un primo nucleo - un embrione - di ciò che in futuro potrebbe essere il Parco marino internazionale: il GECT è infatti sostanzialmente una società tra gli enti che gestiscono le due aree protette, e che, a detta dei tecnici ministeriali che ne seguono l’iter istitutivo, sono nel panorama internazionale tra i soggetti che maggiormente hanno compreso le finalità dello strumento, introdotto nell’ordinamento europeo con un apposito provvedimento, il regolamento n. 1082/2006. Il GECT non si sostituirà ai due parchi, ma ne coordinerà le attività che hanno valenza transfrontaliera in virtù della sua capacità di attrarre maggiormente fondi che proprio dall’Unione Europea vengono erogati a tale scopo.

    Cosa viene messo in comune dai due soggetti? Il territorio di La Maddalena sarà governata da una nuova sovrastruttura? Assolutamente no: il GECT non avrà competenza territoriale, né avrà capacità o competenza per sostituirsi ai due enti che danno ad esso vita. Ciò che la nuova istituzione rappresenterà è una società, la quale avrà a disposizione le strutture esistenti che i due parchi vorranno rendere disponibili come “quota” societaria: ad esempio la sede, il personale, l’organizzazione, etc.
    Il GECT non andrà ad incidere in alcun modo sulla regolamentazione, né sui vincoli, né sugli strumenti di governo o di pianificazione del territorio; si tratterà, in altri termini, di un braccio operativo delle due aree protette che consentirà di attrarre finanziamenti. Certamente i due partner potranno lavorare insieme per trovare risposte comuni a certe problematiche, o ancora fare proposte concrete per superare le criticità.

    Di cosa si occuperà il GECT? Come si relazioneranno i due partner con esso? La nuova strututtura coordinerà le attività transfrontaliere comuni ai due parchi: ad esempio, le operazioni di monitoraggio, secondo protocolli e disciplinari scientifici comuni, degli stock di pesce, dell’avifauna, etc. Poiché esso è un soggetto terzo, le sue decisioni non potranno avere effetto direttamente sui due parchi: ciò che sarà deliberato dagli organi che gestiranno il GECT dovrà essere recepito di volta in volta dai due parchi, e riguarderà principalmente investimenti, bilanci e progetti di monitoraggio. Il GECT non potrà imporre alcuna sua decisione sul territorio, ma rappresenterà per esso una nuova opportunità.