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  • Spiaggiamento di krill nell’Arcipelago? Non quest’anno...


    Lo “spiaggiamento” di piccoli gamberetti, più comunemente catalogati con il nome di “krill”, è un fenomeno che periodicamente può verificarsi anche sulle coste e sui litorali delle isole dell’Arcipelago: da considerarsi del tutto naturale, esso è collegato alla combinazione di correnti fredde in circolazione nelle acque del Mediterraneo. Più volte verificatosi nel corso degli ultimi anni in diverse località delle isole e in particolare sulle spiagge di La Maddalena, è stato spesso segnalato con preoccupazione da molti utenti all’Ufficio ambiente dell’Ente Parco. Il personale dell’Ufficio sottolinea come episodi di questo tipo non debbano generare alcun tipo di allarmismo o preoccupazione e siano stati segnalati negli anni scorsi anche spiaggiamenti di meduse Pelagia noctiluca, anche questi da riportare allo stesso tipo di fenomeno, per ora certamente non classificabile ma quasi sicuramente di origine naturale, tutti collegati all’arrivo di correnti fredde, descritte dagli esperti col termine “upwelling”. Il krill – termine col quale si indicano diverse specie di creature marine invertebrate appartenenti all’ordine Euphausiacea – vive in tutti i mari del mondo, con particolare concentrazione nelle acque fredde e polari, nuotando in enormi quantità, trasportato dalle correnti marine: talvolta ibanchi sono talmente numerosi che la densità di questi piccoli crostacei, che sono i più abbondanti nei mari del globo, può raggiungere i 24 chilogrammi per metro quadrato. Nel Mar Mediterraneo se ne registra un’alta presenza soprattutto nell’angolo di mare compreso fra Liguria, Provenza e Sardegna settentrionale, all’interno del Santuario dei cetacei, dove il vento e le correnti rimettono in circolo nella colonna d’acqua gli elementi nutritivi rendendoli disponibili per gli organismi planctonici, qual è appunto il krill. Di norma lunghi all’incirca 1-2 centimetri – sebbene alcune specie possano raggiungere dimensioni superiori – i piccoli gamberetti costituiscono la principale fonte di alimento per una grande varietà di animali che popolano le nostre acque, ed in particolare cetacei pelagici e squali elefante, già avvistati in molte occasioni all’interno delle acque del Parco.