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  • Fauna marina in difficoltà, recuperata la prima tartaruga marina


    Si è svolta a fine gennaio, per la prima volta nel 2010, un’operazione del Parco di recupero di una tartaruga marina in difficoltà; l’attività, di particolare importanza per la tutela di questa specie protetta, si inserisce nel quadro della Rete regionale per la conservazione di mammiferi e tartarughe marini in difficoltà (cioè il servizio che l’Assessorato alla difesa dell’ambiente della Regione Autonoma della Sardegna ha organizzato già da diverso tempo sviluppando un’apposita Rete). L’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha infatti recentemente incaricato la società Naturalia di La Maddalena per essere coadiuvato in tale attività.

    Il primo recupero dell’anno è avvenuto grazie alla segnalazione di un pescatore maddalenino, Vincenzo Massidda, che ha avvisato il personale dell’ufficio ambiente del Parco, subito intervenuto e tempestivamente supportato da Naturalia, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA) e CTS. La piccola tartaruga marina, sofferente probabilmente a causa di ipotermia riconducibile alle condizioni meteorologiche avverse degli ultimi giorni, è stata immediatamente trasportata dal CFVA presso l’apposito centro nell’Area Marina Protetta del Sinis.
    La tartaruga recuperata è stata ricoverata nella clinica veterinaria Duemari di Oristano, convenzionata con la ”Rete regionale conservazione mammiferi e tartarughe marini”. Il Dott. Paolo Briguglio, della clinica Duemari, si è tenuto costantemente in contatto con l’ufficio stampa del Parco, che ha divulgato in tempo reale, sulla pagina del Parco su Facebook, tutte le informazioni sul recupero. Il veterinario ha informato l’Ente Parco che l’animale recuperato era un esemplare giovane di Caretta caretta, del peso di poco superiore ai 4 kg e con un carapace di 34 cm di lunghezza per 32 di larghezza.
    L’animale era in pessimo stato di nutrizione; fortunatamente le indagini radiografiche hanno permesso di escludere la presenza di corpi estranei e di gravi problemi polmonari. Le prime analisi, poi confermate, hanno lasciato supporre che ad aver causato problemi alla tartaruga sia stata una patologia tipica della specie chiamata ”cold stunning” (stordimento da freddo): un problema che riguarda i giovani esemplari che vengono sorpresi da un brusco abbassamento della temperatura dell’acqua del mare. Questi animali in questo periodo dell’anno dovrebbero infatti spostarsi in zone molto più meridionali del Mediterraneo, dove l’acqua è notevolmente più calda. La piccola Caretta caretta, la cui prognosi è rimasta riservata per alcuni giorni, poiché si temeva che l‘assideramento avesse potuto causare danni non quantificabili, è stata sottoposta alle terapie del caso subito dopo il suo ricovero.

    Anche in futuro il Parco, grazie ai tecnici di Naturalia, interverrà anche a seguito di segnalazioni per la prima diagnosi e le eventuali azioni in recupero degli animali presso le strutture ricomprese nella Rete, come l’Area Marina Protetta del Sinis - Isola di Mal di Ventre, referente tecnico e scientifico della Rete. In buona sostanza il Parco, con l’ausilio di Naturalia, realizzerà e gestirà un presidio di primo soccorso degli animali entro i locali del Parco, progetterà e realizzerà eventi di sensibilizzazione e di informazione per i “fruitori del mare”, cioè pescatori, operatori marittimi, Forze dell’ordine.
    Particolare attenzione sarà riservata ad eventi e manifestazioni di animazione/educazione/informazione rivolti alla popolazione scolastica di La Maddalena per il giusto comportamento da tenere in caso di avvistamento di animali marini in difficoltà.
    Quando saranno disponibili nuove notizie sulla piccola tartaruga recuperata, gli utenti del sito web e gli amici del Parco su Facebook saranno aggiornati in tempo reale. Ovviamente l’augurio del Parco e di tutti coloro che hanno contribuito al suo salvataggio è che presto la piccola caretta possa tornare a nuotare nelle acque dell’Arcipelago.