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  • Il testo della lettera dei 23 portieri dell’Arsenale licenziati


    Dott. Guido Bertolaso,
    chi oggi si trova a manifestare una situazione di disagio, faceva parte del servizio di portierato e vigilanza che ha prestato la propria opera presso la struttura dell’ex arsenale militare sino al 24 gennaio 2010.

    Durante gli ultimi 18 mesi abbiamo prestato il nostro servizio sotto la supervisione della struttura di missione della protezione civile da Lei egregiamente diretta.
    Convinti e sicuri di aver reso un ottimo servizio, ci troviamo oggi messi alla porta dalla Società arsenale del porto di La Maddalena la quale, sostituendo le funzioni da noi svolte con l’impiego di “ormeggiatori tuttofare”, giustifica la sua scelta ritenendo di non aver nessun tipo di dovere contrattuale nei nostri confronti.
    Tanti sono stati i fondi messi in campo dalla Regione Sardegna, dallo Stato e dalla Protezione Civile, grande è stato il suo impegno nel maggio 2008 di accettare la sfida di portare avanti dei lavori che in nessun’altra parte del mondo si sarebbe potuto pensare di terminare in così breve tempo.

    Noi lavoratori di La Maddalena (gran parte provenienti dall’indotto ex-base Usa) abbiamo creduto e continueremo a credere, che in quelle strutture c’è e ci sarà il futuro nostro e dei nostri figli. Non riteniamo accettabile, che chi oggi ha preso in gestione la struttura ad un prezzo eccezionalmente favorevole possa mettere in campo una politica aziendale che invece di mantenere e creare nuova occupazione si presenta eliminando quella già esistente.
    Negli ultimi 18 mesi abbiamo assistito alle opere di bonifica e alla costruzione di quelle strutture e nel contempo le abbiamo custodite e vigilate con responsabilità.
    Sicuri che un suo autorevole intervento possa mediare una situazione triste e grave per noi e per le nostre famiglie, facendo appello alle parole espresse dal Santo Padre proprio questa domenica passata, in solidarietà a tutti i lavoratori che oggi stanno perdendo il posto di lavoro tra i quali migliaia in Sardegna, la preghiamo di sensibilizzare la Mita Resort al dovere sociale d’impresa dalla quale noi tutti ci attendiamo un segnale di apertura e di distensione.
    Noi ci crediamo, ci aiuti a trovare una soluzione”...