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  • In Viaggio nel Parco Nazionale del Gran Paradiso


    Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, primo parco nazionale istituito in Italia, abbraccia un vasto territorio di alte montagne, fra gli 800 metri dei fondovalle e i 4.061 metri della vetta del Gran Paradiso. Boschi di larici e abeti, vaste praterie alpine, rocce e ghiacciai costituiscono lo scenario ideale per la vita di una fauna ricca e varia e per una visita alla scoperta del meraviglioso mondo dell’alta montagna. 8.300 persone abitano nei 13 comuni del Parco, 6 in Piemonte (Ceresole Reale, Locana, Noasca, Ribordone, Ronco Canavese e Valprato Soana) e 7 in Valle d’Aosta (Aymavilles, Cogne, Introd, Rhêmes St. Georges, Rhêmes Notre Dame, Villeneuve e Valsavarenche). Sono però solo 300 coloro che abitano all’interno dei confini. Il Parco nazionale Gran Paradiso protegge un’area caratterizzata da un ambiente di tipo prevalentemente alpino. Le montagne del gruppo sono state in passato incise e modellate da grandi ghiacciai e dai torrenti fino a creare le attuali vallate. Nei boschi dei fondovalle gli alberi più frequenti sono i larici, misti agli abeti rossi, pini cembri e più raramente all’abete bianco. A mano a mano che si sale lungo i versanti gli alberi lasciano lo spazio ai vasti pascoli alpini, ricchi di fiori nella tarda primavera. Salendo ancora e fino ai 4061 metri del Gran Paradiso sono le rocce e i ghiacciai che caratterizzano il paesaggio. I boschi ricoprono poco meno del 20% della superficie totale del Parco e hanno grande importanza, non solo perché sono rifugio per un gran numero di specie animali ma anche perché, dal punto di vista ecologico, rappresentano la situazione di equilibrio a cui tende naturalmente la vegetazione. Inoltre costituiscono in moltissimi casi l’unico sistema naturale di difesa contro i pericoli del dissesto idrogeologico (frane, valanghe, esondazioni). Lo stambecco, specie simbolo del Parco Nazionale Gran Paradiso, vive nelle praterie d’alta quota e sulle pareti rocciose. Lo stambecco alpino ha rischiato l’estinzione alla fine del XIX secolo e si è salvato solo nelle valli che oggi compongono il Parco nazionale Gran Paradiso. La sua presenza nel Parco non ha mai subito interruzioni e, attualmente, è uniformemente presente in tutte le valli dell’area protetta. In Val Soana e nella bassa Valle Orco la sua distribuzione è discontinua. Le concentrazioni maggiori si rilevano, durante l’estate, nelle valli di Cogne e Savarenche. Lo Stambecco è oggetto di particolare attenzione e protezione da parte del Parco e a lui sono dedicati diversi progetti di ricerca e conservazione.