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  • I campi boa del Parco nell’Arcipelago per tutelare le praterie di Posidonia


    Strumento essenziale per evitare un numero eccessivo di ancoraggi, la predisposizione di campi ormeggio da parte dell’organismo di gestione dell’area protetta è da sempre un obiettivo irrinunciabile nella gestione del Parco
    Allestiti anche per quest’anno da parte del personale dell’Ente Parco, i campi boe nell’area marina del Parco Nazionale, sono indispensabili per garantire nel periodo estivo una efficace tutela dei fondali più interessati al transito di imbarcazioni e mezzi.

    L’aumento del traffico nautico nell’Arcipelago nel corso dei mesi più caldi dell’anno impone infatti un impegno straordinario da parte dell’Ente che, grazie al suo Ufficio ambiente, ha provveduto nel corso delle ultime settimane all’installazione dei campi ormeggio, con alcune novità per il 2012: un maggior numero di boe con sistema di posizionamento “ecocompatibile” e due punti in più rispetto allo scorso anno, a Cala Corsara e a Cala Coticcio.
    Poco meno di duecento boe sono state posizionate in diversi specchi acquei dell’Arcipelago; il progetto ha il posizionamento nell’area in prossimità di Porto Madonna, Cala Giorgio Marino, Cala Lunga di Razzoli, Porto Palma e Cala Portese. Già introdotto nel corso dell’estate 2011, è stato ulteriormente implementato l’utilizzo, in luogo dei corpi morti in cemento di un sistema ecocompatibile, denominato “Ecoblu 300”, consistente nel posizionamento di un dispositivo che si avvita sui fondali manualmente, il cui utilizzo si rivela necessario in particolare per la tutela dei fondali sabbiosi e delle praterie di Posidonia oceanica.
    Le boe posizionate dal Parco sono state differenziate con colori diversi. Le boe di colore giallo sono invece destinate al diporto: alcune di esse riportano una scritta con le caratteristiche di tenuta della boa in relazione alla velocità del vento e alla lunghezza del mezzo che deve essere ormeggiato. La limitazione degli ancoraggi costituisce un obiettivo irrinunciabile per un’area protetta a mare ed è fondamentale per preservare l’ambiente naturale dell’Arcipelago, unico al mondo; è proprio allo scopo di evitare che in località di pregio dell’Arcipelago si debba assistere a episodi di ancoraggi assai dannosi da un punto di vista ecologico che si è mosso nel corso degli ultimi anni l’Ente Parco, anche in risposta agli stimoli giunti in tal senso in passato delle amministrazioni locali. Nell’allestimento dei campi ormeggio, l’Ente Parco ha inoltre già dato seguito concretamente alle proprie intenzioni di individuare soluzioni alternative al posizionamento di campi morti, sostituendone quanti più possibile, e comunque ogni anno in misura maggiore, con metodi ecocompatibili.
    Le scelta dell’Ente Parco è ricaduta su strumenti consistenti nel posizionamento di un dispositivo che si avvita sui fondali manualmente, il cui utilizzo si rivela necessario in particolare per la tutela dei fondali sabbiosi e delle praterie di Posidonia oceanica. A tale sistema, del tutto all’avanguardia per quanto riguarda le aree marine protette italiane, va ad affiancarsi quest’anno uno sperimentale, consistente nell’utilizzo di moduli cavi che permettono la proliferazione delle specie vegetali e ittiche.
    La fruizione dei campi boe del Parco è gratuita per tutti coloro che sono in regola con l’autorizzazione.