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  • Aumentano le cernie nei siti di ripopolamento


    Le attività di monitoraggio e visual census della cernia si sono svolte all’inizio della stagione estiva grazie ad una équipe comune sardo-corsa composta dagli operatori subacquei della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio e del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. E’ stata avviata anche una collaborazione con la Polizia di Stato attraverso un’immersione comune.
    Le osservazioni hanno dato esiti migliori rispetto a quelle realizzate negli anni passati. L’obiettivo si è concentrato sul monitoraggio degli esemplari di cernia presenti nei siti protetti della Secca di Spargi (Washington), Punta Coticio e Mortoriotto. 

    Attività simili si sono svolte nel Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio concentrandosi nelle aree di Lavezzi, Moines et Cervicale. Solo per riportare qualche dato significativo, vale la pena segnalare che a giugno 2009 nella Secca di Spargi su un’area di 4ha sono stati individuati 20 esemplari di Cernia, mentre nel settembre del 2003 in un’area di 16ha ne erano stati individuati 35. Da tale attività è emerso che la densità di individui per ettaro è aumentata del 43% nel 2009, ed anche il numero dei piccoli è sensibilmente aumentato nel corso del 2009. L’aumento degli esemplari di Cernia sia nella Secca di Spargi, che nel Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio costituisce un elemento importante attraverso il quale valorizzare le attività di immersione e mostrare ai visitatori la biodiversità presente in questo tratto di mare.

    (Estratto delle note redatte dall’équipe scientifica de La Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio. Traduzione a cura di Emanuela Rio.)