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  • La “pagliuzza” del Parco e la “trave” del Comune


    Pubblichiamo integralmente i documenti che sono stati al centro delle forti polemiche dei giorni scorsi

    1) Testo della lettera inviata dal Presidente del Parco al Sindaco di La Maddalena e all’amministrazione comunale (04/08/2009)
    Egregio Sindaco di La Maddalena, Egregi membri della Giunta di La Maddalena, Egregi membri del Consiglio comunale di La Maddalena, con la presente lo scrivente vuole manifestare la grave situazione che sta venendosi a creare a causa della presenza di una considerevole quantità di rifiuti di diversa natura e provenienza depositatisi su alcuni arenili dell’Arcipelago di La Maddalena. A tal proposito, nel sottolineare come in materia di gestione di rifiuti solidi urbani nessuna competenza sia riconducibile al Parco Nazionale, giacché tali prerogative rimangono esclusivamente in capo agli enti locali, si ricorda a codesta spettabile Amministrazione che il Parco si è sempre fatto parte diligente sul tema, prevedendo e realizzando in numerose circostanze interventi di ripristino e recupero degli habitat costieri con straordinarie attività di salvaguardia.
    Già nell’anno in corso il Parco ha speso somme, per un importo complessivo superiore ai sessantamila euro, per la realizzazione di azioni di bonifica e ripristino ambientale degli habitat del Parco. Sempre nell’anno in corso, inoltre, sono state svolte azioni straordinarie di rimozione di accumuli di rifiuti sull’isola di Caprera anche mediante l’ausilio di cooperative sociali.
    Il rispetto della legalità, l’esiguità delle risorse disponibili per l’effettuazioni di tali interventi, e non per ultima la necessità di ottimizzare i risultati cooperando con gli altri enti presenti sul territorio, impongono, oggi, la necessità e l’improcrastinabilità di adottare un accordo quadro tra l’Ente Parco ed il Comune di La Maddalena in merito al tema della pulizia degli arenili, con particolare riguardo all’isola di Caprera e alle isole minori, nel rispetto delle reciproche competenze.
    Le proposte di collaborazione già avanzate da questa Amministrazione – anche in ottemperanza alle linee guida assunte dall’Ente Parco in materia con Deliberazione del Consiglio direttivo n. 58 del 12/12/2008 – con le note 113/09 del 16/01/09, 695/09 del 10/03/2009 (avente ad oggetto “Accordo quadro per la gestione dei rifiuti e la riqualificazione degli habitat naturali nell’Arcipelago di la Maddalena”), la nota 1212/09 del 29/04/09 (con la quale si riformulava la proposta di accordo quadro col Comune di La Maddalena), la nota 1324/09 del 07/05/2009 (avente ad oggetto “Interventi urgenti Rifiuti Solidi Urbani a Caprera”) e la nota 1909/09 di pari oggetto del 09/06/2009, attendono ancora oggi una risposta.
    Poiché non è possibile tollerare ulteriormente la situazione di degrado venutasi a creare, lo scrivente sta operandosi al fine di approvare una variazione al Bilancio di previsione per l’anno in corso, al fine di individuare le risorse necessarie per affrontare quella che si configura sempre più come un’emergenza ambientale dalla quale potrebbe derivare altresì una situazione straordinaria anche di natura sanitaria.
    Il Parco, infatti, pur ribadendo la volontà di collaborare col Comune di La Maddalena, manifestata in più occasioni e per la quale la presente non può che rappresentare un ulteriore invito, non può tuttavia esimersi dall’adoperarsi in prima persona, in caso del perdurare della situazione, per affrontare suddette problematiche e dal richiamare l’attenzione sull’argomento degli enti competenti, anche al fine di tutelare l’immagine del Parco, l’ambiente e la cittadinanza di questo territorio.
    In qualità di rappresentante di un’istituzione preposta alla tutela di un interesse nazionale sul territorio dell’Arcipelago, infine, lo scrivente non può non ricordare al Sindaco di La Maddalena che egli, seppur investito di un potere che gli deriva dall’elezione diretta da parte della comunità locale, non può tuttavia sottrarsi al rispetto delle norme dello Stato italiano e che perciò, fin quando sarà in vigore la Legge quadro sulle aree protette – ovvero la Legge n. 394/1991 – nonché la Legge istitutiva del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e, più in generale, l’impianto normativo in materia ambientale, Egli ha l’obbligo civile e morale di confrontarsi e collaborare con l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Ente di cui, peraltro, egli stesso dovrebbe far parte in qualità di membro della Comunità del Parco. Certo di incontrare più proficui margini di collaborazione da parte di tutti i destinatari della presente e di porre così fine al silenzio in cui il Comune di La Maddalena si è trincerato, nonché convinto del fatto che il compito di ogni buon amministratore sia quello di trovare e promuovere idonee forme di cooperazione a beneficio dell’intera collettività e di tutto il territorio, si rinnova la disponibilità al dialogo e alla collaborazione ma, d’altro canto, si conferma anche la massima attenzione e l’indisponibilità a tollerare ulteriori ritardi e inadempienze sull’argomento.

    2) La risposta del Sindaco di La Maddalena (07/08/2009)
    Il tentativo maldestro di indurre i destinatari della sua missiva del 4 Agosto 2009, e l’opinione pubblica, a credere all’esistenza di una situazione emergenziale sotto il profilo ambientale e igienico sanitario sui litorali dell’Arcipelago di La Maddalena, va censurato totalmente in quanto non rispondente alla realtà ed altamente lesivo nei confronti della collettività sarda e in particolare quella maddalenina. Le preannuncio, visto che per soddisfare il suo ego prossimo all’infinito ha convocato i mezzi di informazione in conferenza stampa al fine di dare massima divulgazione al documento sopraccitato, che verificherò tramite l’ufficio legale del Comune se esistono gli estremi  per una sua querela in merito.
    Il Ministro dell’ Ambiente, l’Assessore all’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, nonché S.E. il Prefetto di Sassari, che leggono per conoscenza,sanno benissimo che in questa città (come per altro in tutti i comuni d’Italia) esiste un’autorità investita dall’ordinamento della Repubblica, che ha l’incarico e l’onerosa responsabilità della tutela dell’ambiente, dell’igiene e della salute pubblica: il Sindaco. Sotto questo aspetto mi sento di rassicurare le sopraccitate autorità sulla normalità della situazione complessiva. Ricordo in tal senso, a titolo di esempio, la perfetta rispondenza dei parametri di legge, della qualità delle acque di balneazione e il conferimento alla Città di La Maddalena, nel luglio scorso, di due “bandiere blu” (unico Comune in Sardegna) per i siti di “Spalmatore e “Tegge”.
    La sua lettera, depurata dai pistolotti sugli obblighi “civile e morali” degli ALTRI, e la più efficace autocertificazione del Suo fallimento personale in qualità di presidente dell’Ente Parco e della anacronisticità dello stesso, ormai superato dalla copiosa produzione legislativa successiva alla legge 394/91. Il tutto è stato mirabilmente evidenziato dall’indagine amministrativa promossa dalla Corte dei Conti nel 2006 e 2007 er riaffermato dal Consiglio Comunale di La Maddalena con diverse deliberazioni assunte sempre all’unanimità dei presenti.
    Nel testo della sua lettera si legge di un impegno finanziario di ben 60.000 € utilizzati dall’Ente Parco per il risanamento dei sistemi dunali e litorali in genere di questo Arcipelago. Se no fosse vero ci sarebbe da ridere. Siccome è vero, credo ci sia da vergognarsi.
    Nell’ultimo triennio la Regione Autonoma della Sardegna e il Comune di La Maddalena hanno investito, per la bonifica dell’intero Arcipelago circa 1.600.000 € inviando alle stazioni di smaltimento tonnellate di rifiuti di ogni genere. Nell’anno in corso il Comune ha impiegato circa 100.000 € per la bonifica e disinfestazione di molti siti, tra i quali “Spalmatore”, “Teggie”, Bassa Trinta”, il “Costone”, alcune parti di Caprera, ecc. Si può sempre fare di più e meglio e infatti molto rimane da fare.
    A questo punto sorgono spontaneamente alcune domande. Perché chiedere alla Corte dei Conti e al Ministro l’autorizzazione ad una variazione di bilancio con procedure straordinarie per fare cose che si sarebbero potute realizzare in via ordinaria?
    Perché chiedere il 4 di agosto, in via straordinaria e in modo non giustificato dalla situazione reale, l’autorizzazione per ciò che si sarebbe potuto fare a tempo debito e in via ordinaria?
    Dove finiscono i proventi (pari a circa 500.000 € annui) di quella che viene definita elegantemente “Tassa di accesso al Parco” atteso che non vengono reimpiegati nella riqualificazione ambientale? E’ possibile che a 12 anni dalla sua istituzione, esista un organismo come l’Ente Paro, totalmente autoreferenziale e che agisce in totale assenza di regole certe e con documenti contabili approssimativi? Si potrebbe continuare a lungo. 
    Il trucchetto puerile di addebitare le proprie responsabilità agli altri funziona se gli ALTRI sono degli sciocchi sprovveduti e irresponsabili. Con la dovuta modestia non mi pare che il sottoscritto, la Giunta e tantomeno il Consiglio Comunale Cittadino possano essere annoverati in queste categorie.
    Nel salutarLa cordialmente, la invito ad utilizzare il tempo che i suoi sponsor politici e partitici - a qualunque schieramento essi appartengano – vorranno assegnarLe per l’occupazione del ruolo che riveste, in qualcosa di proficuo e utile per questo Arcipelago. Lasciando da parte – per il momento – i suoi pruriti di carattere elettoralistico. Sono fiducioso che quanto detto finora potrà avere sostanziale conforto nel momento in cui il Ministero dell’Ambiente risponderà alla richiesta, inoltrata da questo Comune il 29. 12. 2008 con prot. n° 2183, di un tavolo di confronto istituzionale per l’individuazione di nuovi e adeguati assetti normativi mirati alla tutela ambientale di questo Arcipelago.

    3) La replica del Presidente del Parco (08/08/2009)
    Egregio Sig. Sindaco,
    nel premettere che l’Ente che rappresento è fortemente impegnato nei propri compiti istituzionali e quindi avrei preferito destinare tempo ed energie in altre attività, vorrei con la presente portare a conoscenza Sua e dei destinatari della presente alcune osservazioni inerenti la Sua nota, Prot. n. 9939/09 del 07/08/2009, già scorrettamente divulgata mediante alcuni siti web sebbene non ancora pervenuta a questa amministrazione.
    Vorrei innanzitutto tralasciare i toni inizialmente minacciosi e successivamente ironici, assolutamente inappropriati, irrispettosi ed aggressivi nei confronti di un’istituzione e del suo legale rappresentante, manifestando profondo imbarazzo per suddetto atteggiamento, che potrebbe anche essere suscettibile di determinare indirettamente un diffuso orientamento di pari natura nei confronti dell’Ente Parco e delle sue finalità istitutive.
    Nella Sua succitata missiva – che giunge tempestivamente dopo mesi di silenzio sui numerosi inviti alla collaborazione e solo dopo aver divulgato ai mezzi di stampa l’ultima nota sull’argomento – Ella ribadisce la piena competenza dell’autorità comunale in tema di rifiuti, di igiene e di sanità pubblica, rassicurando peraltro sulla NORMALITA’ della situazione complessiva, ma omettendo tuttavia di fornire risposte concrete alle precedenti note dell’Ente Parco riguardanti le proposte di cooperazione – schemi di accordi inclusi – che l’Ente Parco ha inoltrato nel recente passato.
    Qualsiasi turista o fruitore dell’area marina dell’Arcipelago potrà ben rendersi conto del livello di criticità che l’assenza di qualsiasi collaborazione tra il Comune di La Maddalena e l’Ente Parco– dovuta ad una volontà riconducibile esclusivamente all’amministrazione comunale – comporta. Purtuttavia si vuole con la Sua missiva negare ancora una volta l’evidenza dei fatti e respingere, con toni aggressivi, l’ennesima proposta di collaborazione che l’Ente Parco rivolge. Pertanto se Ella vuole propagandisticamente continuare a parlare di fallimento dello scrivente come Presidente, tira dentro anche se stesso e gli enti locali che, come membri dell’organo istituzionalmente preposto a recepire le loro istanze, ovvero la Comunità del Parco, dal 2007 hanno deciso di rinnegare, nel palese rifiuto di ottemperare alle vigenti disposizioni normative della Legge 394/1991, l’Ente Parco ed il loro stesso ruolo di amministratori pubblici.
    Per un’opportuna informazione degli utenti del Parco e dell’intera cittadinanza ritengo che sia indispensabile che sia chiaro che, a norma di legge, Ella riceve dall’anno della Sua elezione a Sindaco i documenti contabili dell’Ente, ivi inclusi quelli relativi alla programmazione, e che essi sono sempre stati approvati dai relativi organi competenti; purtuttavia dal mio insediamento a Presidente del Parco mai è stato ricevuto da alcun membro della Comunità del Parco, come prescritto dalla Legge 394/1991, un qualsivoglia parere in merito ai tali documenti o ai bilanci dell’Ente, avallandoli di fatto.
    Ella, quindi, dovrebbe essere perfettamente a conoscenza anche della destinazione dei proventi di quella che viene erroneamente definita “tassa di accesso al Parco”. A mero titolo esemplificativo, alcune attività – quali le operazioni di monitoraggio del Centro di Ricerca Delfini, le Convenzioni sottoscritte con la Protezione Civile per finalità antincendio e con la Capitaneria di porto per il monitoraggio dell’area marina del Parco, e ancora le aperture del Museo geomineralogico e del Museo del Mare e delle tradizioni marinaresche, la “Doggie Beach” nell’isola di Caprera – sono assicurate grazie ad essa; come non ricordare, inoltre, i trenta lavoratori stagionali che vengono assunti grazie a tali attività?
    Per precisare ulteriormente i contenuti della precedente nota dello scrivente – prot. 2925/09 del 04/08/2009 – devo rammentare che essa era indirizzata ai membri del Consiglio comunale di La Maddalena, proprio in ossequio al ruolo da esso svolto, per un’opportuna conoscenza dello stesso; nessuna contestazione è infatti stata sollevata nei confronti di esso né delle deliberazioni che, legittimamente, tale organo intende assumere, ed alle quali io stesso, come cittadino, mi adeguo senza mai istigare alcuno all’inosservanza.
    Riguardo a talune frasi del Sindaco di La Maddalena, il quale mi attribuisce “pruriti elettorali”, mi esimo dall’esprimere alcun commento su considerazioni di carattere politico, che rappresentano una caduta di stile e che poco interessano i destinatari della presente comunicazione; io continuerò a lavorare nell’esclusivo interesse del Parco, della tutela dell’ambiente e della comunità maddalenina, alla quale appartengo sin dalla mia nascita, a differenza di chi mi ha preceduto.
    Rivolgo pertanto al Sindaco di La Maddalena un nuovo invito alla fattiva cooperazione, ribadendo la mia totale disponibilità in tal senso. Se tuttavia questa amministrazione comunale continuerà a non voler collaborare con l’Ente Parco, sono certo che ciò potrà avvenire con la prossima.