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  • Randagismo felino, collaborazione tra Parco e Comune


    Si è tenuto nella mattinata dell’8 luglio scorso, nella sala riunioni dell’Ente Parco in via Giulio Cesare, un incontro sul tema del randagismo dei gatti a La Maddalena e a Caprera che ha coinvolto l’amministrazione del Parco Nazionale (presenti il Presidente Giuseppe Bonanno e la Responsabile dell’Ufficio ambiente, Antonella Gaio), il Comune di La Maddalena nella persona dell’Assessore all’ambiente Mariapia Zonca e l’ENPA di La Maddalena. L’Ufficio ambiente dell’Ente Parco ha proposto, in occasione della imminente variazione al bilancio di previsione 2011, lo stanziamento di circa 15.000 euro per la realizzazione di un progetto per arginare il problema. Dopo una ricognizione normativa, che vede coinvolti il Comune e la ASL per quanto riguarda le competenze in materia, l’Ente Parco ha tuttavia manifestato la necessità di affiancarsi a tali istituzioni per tutelare il patrimonio di biodiversità e, in particolare, la fauna selvatica. Purtroppo molte delle 28 colonie feline che sono state censite dall’Ente Parco in collaborazione con l’ENPA sono numerose e i fenomeni di abbandono degli animali continuano in una situazione di palese illegalità. Obiettivo comune degli enti coinvolti è invece quello di procedere alla sterilizzazione di tutti i gatti che fanno parte delle colonie, in modo tale da rendere queste ultime “chiuse”; il progetto presentato dall’Ente Parco prevedrebbe la stipulazione di una convenzione con l’ENPA e i veterinari locali e l’estensione delle attività di sterilizzazione anche ai privati, con piccole sovvenzioni mirate. Poiché tuttavia una delle maggiori problematiche del territorio è il fatto che alcuni individui operano al di fuori delle associazioni già presenti sul territorio, distribuendo cibo alle colonie senza alcuna titolarità e al di fuori di qualsiasi contesto igienico-sanitario, l’Assessore all’ambiente Mariapia Zonca ha manifestato la volontà del Comune di La Maddalena - in quanto amministrazione competente in materia - di emanare un apposito Regolamento, al fine di stabilire con certezza l’elenco dei soggetti autorizzati a fornire alimenti agli animali; sarà così possibile sanzionare tutti gli altri soggetti, che spesso lasciano le aree di distribuzione del cibo in condizioni di degrado, oltre a dare la possibilità ad altri animali selvatici, soprattutto gli ibridi cinghialexmaiale, di nutrirsi degli scarti.