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  • Associazione 394 e Coordinamento RSU dei parchi preoccupati per le conseguenze della spending review


    L’Associazione 394 e il Coordinamento RSU dei parchi lanciano l’allarme per la previsione di un nuovo taglio alle dotazioni organiche degli enti parchi: nei giorni scorsi la prima ha scritto alle associazioni ambientaliste, di settore e culturali, a Federparchi e a personalità del mondo politico e culturale per denunciare la “crisi senza precedenti” che registrano le aree protette e i loro enti gestori, con oggettivo rischio di non poter perseguire al minimo gli obiettivi istituzionali: il Decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 (la cosiddetta “spending review”), convertito in legge il 31 luglio scorso, potrebbe avere effetti “dirompenti, ancora con interventi vari di contenimento della spesa, la cui applicazione a enti di piccole dimensioni e grande complessità, potrà porre problemi di funzionamento minimo essenziale”. In particolare, la disposizione dell’articolo 2, comma 1 (Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni), prevede un’ulteriore riduzione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa ai posti in organico di tale personale, che si aggiunge al 35% di taglio di queste spese negli ultimi anni, arrivando ad un preoccupante 45%. “Nell’attuale situazione in cui le dotazioni organiche sono quasi totalmente coperte - prosegue il comunicato dell’Associazione 394, - il taglio delle spese rischia di tradursi nella perdita di posti di lavoro di personale di ruolo, con messa in disponibilità per 2 anni e uno stipendio all’80% . Il rischio reale, insomma, è che si giunga fino ai licenziamenti di personale, aggiungendo al dramma per gli enti, resi di fatto inoperativi, il dramma umano per i lavoratori”. Due le osservazioni dell’associazione: innanzitutto le misure che prevedono il taglio delle dotazioni organiche “puntano solo a tagli numerici senza alcun interesse per la riorganizzazione e l’efficienza di funzionamento; il secondo è che gli effetti, invece, si avranno proprio sulla funzionalità e operatività degli enti, che si stanno così, annientando lentamente. Basti pensare che i due tagli del 2012, entrambi del 10% delle spese del personale, si tradurrebbero in enti che hanno 20 dipendenti, nella riduzione di circa 5 posti , senza che ciò sia accompagnato da alcuna possibile misura organizzativa”. Anche le RSU dei parchi nazionali, fortemente preoccupati per le conseguenze dei nuovi tagli che colpiranno gli enti gestori delle aree protette italiane, si stanno confrontando per far emergere la problematica dal silenzio: per questo il Coordinamento delle RSU dei Parchi pertanto ha indetto un’assemblea dal titolo “La spengind review ed i tagli agli organici nei parchi” per il 18 settembre.