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  • NaturaPark: Phalacrocorax aristotelis desmarestii


    Il Marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis desmarestii) è simile al cormorano comune, con cui è strettamente imparentato, ma di dimensioni minori. Tipico della specie è appunto il classico “ciuffo” sul capo, più evidente nei maschi in periodo riproduttivo. Rivestito di un piumaggio compatto e prevalentemente scuro, con le dita dotate di una palmatura completa, si distingue dagli altri uccelli acquatici per diversi caratteri piuttosto evidenti. Intanto la grandezza, la lunga coda, il becco anch’esso piuttosto lungo e uncinato, utile per cacciare i pesci, e una piccola sacca golare per immagazzinare il cibo. Uccelli tuffatori meravigliosamente adattati alla vita acquatica, i marangoni sono però stranamente dotati di un piumaggio scarsamente impermeabile, per questo è facile vederli solidamente issati su scogli con le ali aperte, come nere sentinelle, intenti ad asciugarsi al sole.

    Si riconosce soprattutto per la sua colorazione verde-nera uniforme. I marangoni sono uccelli sociali, insieme spesso individuano e cacciano i banchi di pesce (aringhe in particolare) di cui si nutrono, insieme soprattutto si riproducono per meglio difendersi da eventuali pericoli e consolidare l’occupazione dei siti idonei alla nidificazione. Già a partire da febbraio-marzo le coppie cominciano la costruzione dei nidi che vengono collocati tra i sassi su falesie e rocce a picco sul mare, ma anche in anfratti e occasionalmente sotto cespugli. Le due-tre uova normalmente deposte schiudono dopo circa un mese di incubazione portata avanti da entrambi i partner. I piccoli alla nascita sono privi di piume e devono essere accuditi per circa due mesi prima di rendersi indipendenti. Adulti e giovani poi convivono, rimanendo spesso legati a una stessa colonia per tutta la vita. L’Ente Parco, con periodicità, si fa carico di monitorarne il numero, le nidificazioni e gli spostamenti per avere un quadro preciso sulla specie a rischio quale, specie rigorosamente protetta dalla Convenzione di Berna, all. II: Direttiva Uccelli 79/409/CEE, all. I e specie nei confronti della quale sono previste misure speciali di conservazione per quanto riguarda l’habitat (Legge nazionale 11 febbraio 1992, n. 157, art. 2). La Sottospecie endemica delMediterraneo nidifica in colonie a Corcelli, La Presa, Razzoli, Spargiotto, Santa Maria, Barettini, Abbatoggia, Isola degli Italiani, Porco, Cappuccini, Bisce, Nibani, Mortorio e Camere; Caprera (Cesaraccio & Racheli, 1993). La popolazione complessiva è stimabile in 300-400 coppie nidificanti (Fozzi, Pisu, Plastina & Schenk, ined.), corrispondenti circa al 3.0 % della sua popolazione mondiale, stimata da Guyot (1993) in meno di 10.000 coppie.