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  • Pinna nobilis: la protezione dell’ambiente passa dalla sensibilità di tutti noi


    L’intervento della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di La Maddalena lo scorso 15 agosto ha sanzionato il prelievo e il tentativo di furto da parte un gruppo di turisti di diversi esemplari di nacchera (Pinna nobilis) asportate da un fondale in prossimità della spiaggia di Porto Palma a Caprera. La segnalazione telefonica di quanto stava accadendo, giunta alla Capitaneria grazie all’attenzione e alla prontezza di altri turisti presenti sul litorale, ha immediatamente attivato i militari che cogliendo sul fatto il responsabile e denunciandolo, hanno attivato tutte le procedure previste dalle normative di legge in materia di protezione per le specie a rischio. La Pinna nobilis appartiene alla classe dei molluschi e rappresenta il più grande bivalve presente nel Mediterraneo, uno dei più grandi al mondo. Specie endemica del Mar Mediterraneo, può raggiungere e, eccezionalmente, superare un metro d’altezza, mentre la dimensione media di un organismo adulto è tra i 20 e gli 80 cm. Secondo la Direttiva “Habitat” dell’Unione euoprea, relativa alla conservazione degli habitat naturali e di fauna e flora selvatiche la nacchera (Pinna nobilis) è classificata tra le specie che richiedono una protezione rigorosa (Allegato IV): perciò tutte le forme di cattura intenzionale o l’uccisione di esemplari di questo bivalve sono vietate. Gli esemplari recuperati dai militari della Guardia Costiera, ormai morti, dalle dimensioni di circa 30/40 cm, sono stati affidati in custodia all’Ente Parco per i successivi studi scientifico-biologici. Il grave episodio, concluso con l’intervento dei militari, evidenzia ancora una volta la difficoltà di operare per la tutela e la protezione delle specificità ambientali e gli endemismi presenti nell’Arcipelago in assenza di una cultura e una sensibilità diffusa anche tra gli ospiti che ogni estate giungono sulle spiagge delle isole. Le attività di informazione, educazione ambientale e formazione che quotidianamente vengono sviluppate dal personale dell’Ente Parco si scontrano con la superficialità di quanti molto spesso nella piena consapevolezza delle conseguenze dei propri gesti considerano l’ambiente un affascinante complemento d’arredo per i salotti delle proprie abitazioni.