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  • Numero comodo? A qualcuno piace...


    L’idea del “numero comodo”, lanciata dal Presidente del Parco Giuseppe Bonanno come provocazione ai numerosi episodi di inciviltà e di sovraffollamento degli arenili dell’Arcipelago è rimbalzata sulle pagine dei giornali finendo per divenire terreno di scontro perché male interpretata.
    Se da un lato qualcuno ha infatti erroneamente pensato che i vertici del Parco intendessero chiudere indiscriminatamente ai turisti l’accesso alle spiagge dell’Arcipealgo, dall’altro il Presidente del Parco, in un’intervista a Serena Lullia pubblicata su La Nuova Sardegna dell’8 settembre ha voluto precisare il concetto di “numero comodo”, che si basa sull’idea che sia il comfort dei bagnanti sulla sabbia a divenire il nuovo strumento salva-ambiente: si passa cioè dal “numero chiuso” ad un nuovo concetto, che ha alla sua base la volontà di “offrire ai bagnanti spiagge non riminizzate e all’ambiente di conservarsi senza essere strapazzato in modo selvaggio”.

    Nella stagione estiva appena trascorsa, il Parco ha individuato alcuni arenili caratterizzati da un’eccessiva presenza turistica: un afflusso spropositato e incontrollato che rischia di mettere a serio repentaglio la sopravvivenza delle stesse spiagge. Si è così pensato di introdurre, per la prossima stagione, un numero massimo di presenze che le spiagge più sensibili possono sostenere, al fine di evitare episodi di sovraffollamento e rischi di danni all’ambiente.
    In questo senso si sta orientando il Presidente Bonanno, che vorrebbe un “guardiaspiaggia” per ognuno degli arenili più sensibili individuati; ed in questa direzione nella sede di via Giulio Cesare si stanno predisponendo i primi progetti.

    «I nostri litorali hanno un valore naturalistico straordinario - aggiunge Bonanno -. Bisogna però essere consapevoli che un’ aggressione continua li condanna all’estinzione. Ecco perchè pensiamo al numero comodo: l’idea è calcolare il numero ideale di persone che un lido può ospitare, in base alle sue dimensioni, per garantire ai bagnanti una esperienza piacevole sui granelli, senza sentirsi soffocati dalla presenza troppo ravvicinata del vicino di asciugamano - spiega il presidente Bonanno -. Chi sceglie i lidi dell’arcipelago lo fa per la sabbia bianca e il mare cristallino. Caratteristiche che soprattutto ad agosto i turisti non trovano. È già tanto se riescono a stendere l’asciugamano. Un numero così elevato di persone crea poi gravissimi danni all’ambiente. Con il numero comodo la soddisfazione dell’utente coincide invece con la tutela ambientale. Minori presenze corrispondono a minore erosione».

    Si tratterebbe di “una misura soft per evitare scelte più drastiche in futuro”, come nel caso della Spiagga Rosa, a Budelli, che è il simbolo di questa teoria. «Per decenni l’accesso al lido è stato selvaggio - conclude il presidente Bonanno -. Chiudere la spiaggia è stato l’unico modo per impedirne l’estinzione. Una misura severissima che poteva forse essere evitata se si fosse pensato in tempo a una fruizione più corretta del lido».