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  • Gaia 2010, ecco i progetti!


    Progetto n.1 “Andare” di Julia Marìa Orozco, Celina Arce, Ivàn Aguirra.
    Il progetto si basa sulla creazione di quattro punti o nodi strategici, situati tra le isole di La Maddalena e Caprera per l’affitto e lo scambio dei mezzi di trasporto che permettono l’accesso all’isola di Caprera, chiusa alle automobili nei mesi estivi. Biciclette elettriche, trasporto pubblico e barche che funzionano come autobus pubblici sono i mezzi scelti per permettere ai turisti, ma anche ai residenti, di visitare Caprera anche nei punti meno conosciuti. L’attivazione di un collegamento costante tra Porto Arsenale e Stagnali facilita l’accesso a Caprera per mezzo di una barca che effettua i collegamenti in maniera continuativa. L’idea di fondo è quella di chiudere il traffico automobilistico da La Maddalena a Caprera durante l’estate, offrendo però servizi integrati e sostitutivi che permettano ai visitatori di godere delle bellezze locali senza inquinare. L’energia è assolutamente “eco” e utilizza delle miniturbine eoliche, facilmente concepibili in un arcipelago dove il vento la fa da padrone.

    Progetto n. 2 - “Sbarco a Caprera” di Andrea Vega, Alejandra Serna, Marcela Elizondo.
    Attraverso un linguaggio semplice e diretto fatto di catelli informativi, contraddistinti da icone identificative, vengono segnalati i punti di maggiore attrazione naturalistica e culturale di Caprera. Per i più esigenti, c’è la possibilità di accedere ai punti informativi per avere consigli circa i percorsi più idonei a soddisfare esigenze e curiosità. L’idea chiave di questo progetto è quella di creare una barca-taxi, che oltre ad essere altamente funzionale ha una portata ridotta, così da permettere “l’accesso controllato” all’isola, senza creare situazioni di sovraffollamento. Anche per questo gruppo di studio, infatti, l’idea di chiudere l’isola di Caprera durante l’estate è fondamentale sia per rispettare l’ambiente che per incentivare l’uso di mezzi di trasporto alternativi che potranno essere accessibili a tutti anche sotto il profilo economico.

    Progetto n. 3 “Be Bici” di Jeanette Cantù, Emmanuel Laffitte, Alejandrà Rìos.
    Il progetto concentra la propria attenzione su alcune aree non ancora individuate nell’esposizione dei progetti precedenti, concentrandosi sulla zona della Ricciolina. In quest’area è infatti prevista la nascita di un grande parcheggio che funge da nodo di scambio per lasciare l’automobile e proseguire il cammino con i vari mezzi “eco” messi a disposizione nell’ambito della struttura informativa che qui prende vita. Grande attenzione è dedicata all’incrementazione del servizio di bike-sharing (affitto biciclette) e alla creazione di un sistema informativo al momento del tutto carente sia nella zona di Moneta (anche qui vista come il punto nodale di collegamento tra le due isole madri) che nei vari punti di interesse (spiagge, sentieri, camminamenti). Il gruppo di lavoro intende sviluppare un sistema di informazione di facile riconoscimento che sfruttando i sistemi di comunicazione già presenti, (come sassi con segni colorati), regolarizzi il sistema attraverso l’utilizzo di colori associati ai percorsi da intraprendere. Altra novità: la creazione di un centro di artigianato per il recupero delle tradizioni marinaresche locali, come quella dei maestri d’ascia, che collega il complesso dell’ex-Arsenale Militare di La Maddalena alla zona di Moneta.

    Progetto n. 4 “La linea que conceta” (la linea che unisce) di Marissa Treviño, Catalina Gonzàles, Pamela Ramirez.
    Molti sono i punti di interesse di questo progetto: primo tra tutti quello di rendere gran parte del centro urbano di La Maddalena (zona di via Amendola e l’area dei giardini pubblici) più accessibile e sopratutto del tutto pedonale. Nel pavimento vengono collocati dei simboli che si differenziano per colore in base al tipo di percorso che viene effettuato (pedonale, in bicicletta...). La proposta è quindi quella di creare una nuova via pedonale in continuità col centro storico, che metta in contatto i differenti punti turistici, commerciali e abitativi, armonizzando il sistema di informazione e comunicazione secondo la cromatica del suolo. L’obiettivo è quello di indurre uno sviluppo urbano, sociale ed economico con un modello di mobilità urbana sostenibiile, che consideri il pedone come principale protagonista della mobilità urbana. Il trasporto pubblico è incrementato, la qualità della vita migliorata, il “rumore”automobilistico ridotto, l’accesso alle persone disabili assolutamente garantito. Altro punto di forza: la creazione di punti di affitto di biciclette, molto facili da collocare sul territorio perché poco ingrombranti.