body-parcoinforma
  • Punti di immersione protetti (PIP): i gioielli del Parco accessibili ai soli diving autorizzati


    I fondali dell’Arcipelago, veri tesori da proteggere, costituiscono una delle risorse più importanti del Parco di La Maddalena e proprio per il loro valore ambientale i principali siti di immersione sono particolarmente frequentati dai centri diving del territorio. Novità di questa stagione estiva è l’istituzione da parte dell’Ente Parco, grazie all’intenso impegno dell’Ufficio ambiente, dei Punti di immersione protetti (PIP), le cui misure di protezione sono state varate nel mese di luglio – con la consegna delle bandiere identificative – alla presenza degli operatori autorizzati e del Comandante della Capitaneria di porto di La Maddalena, Fabio Poletto. Con l’istituzione dei PIP (Punti di immersione protetti) nei siti Secca di Spargi (Secca di Washington), Secca di Spargiotto, Punta Coticcio, Grottino di S. Francesco, l’Ente Parco intende preservare i fondali dall’ancoraggio, tutelare l’incolumità di coloro che effettuano attività di immersione all’interno dei siti e salvaguardare gli habitat e le dinamiche evolutive che permettono di implementare gli stock ittici nell’intera area marina del Parco. L’accesso alle aree PIP è consentito esclusivamente ai diving autorizzati dall’Ente di via Giulio Cesare in possesso di una bandiera alfanumerica che identifica in modo univoco l’operatore e ne attesta il diritto ad effettuare l’immersione sportiva; i mezzi dovranno essere ormeggiati alla boa sommersa installata dall’Ente Parco all’interno del sito protetto. Ogni operatore – nel numero massimo di due alla volta per ciascuno sito – potrà accompagnare sott’acqua con almeno due guide un massimo di dodici persone e i liberi subacquei potranno effettuare immersioni nei PIP solo se accompagnati dai diving autorizzati. Oltre al divieto di esercizio di attività di pesca sportiva e professionale, di immersioni notturne e di asportazione di qualsiasi specie animale e vegetale, la velocità massima consentita per i mezzi degli operatori all’interno di queste aree è pari a tre nodi. Nel siglare il provvedimento che istituisce i PIP il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno ha voluto ricordare che i contenuti del documento erano già stati anticipati e condivisi con gli stessi diving nel corso di una precedente riunione svoltasi nella prima metà di luglio, e che le osservazioni da loro formulate sono state accolte: proprio gli operatori presenti alla consegna delle bandiere ufficiali dell’Ente Parco hanno controfirmato l’atto del Presidente, a testimonianza di un processo di partecipazione e concertazione che ha lasciato tutti i presenti visibilmente soddisfatti: «Vogliamo rendere tali aree autentici gioielli ed avere la garanzia rimangano incontaminate anche nel futuro. Per questo stiamo adottando tutti gli strumenti necessari per tutelari, facendo anche passi in avanti verso il modello di gestione dei siti subacquei già adottato nella Riserva corsa delle Bocche di Bonifacio. Irialla tutela di tali siti protetti». Il Presidente Bonanno ha voluto ringraziare anche il Direttore del Parco Mauro Gargiulo, che ha esortato i diving presenti all’incontro: «Dobbiamo cercare una condivisione sia tra i residenti, che tra i turisti, dei fini perseguiti del Parco in materia ambientale per il raggiungimento di obiettivi comuni in materia di tutela degli habitat. Mi auguro inoltre che grazie al vostro lavoro e alla vostra attività sia possibile rendere gli utenti maggiormente consapevoli dell’esistenza di regole che devono servire a creare una diffusa cultura della legalità ambientale».