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  • I SENTIERI DI CAPRERA N. 6 POGGIO ZONZA


    Per raggiungere il punto di inizio del sentiero n. 06 “Poggio Zonza”, che si caratterizza per la sua semplicità, è necessario lasciarsi alle spalle il ponte che collega l’isola madre di La Maddalena con quella di Caprera, girare a destra al primo bivio e imboccare, dopo poche decine di metri, la strada asfaltata sulla sinistra che conduce in direzione del “Forte Arbuticci” – sede del “Memoriale Giuseppe Garibaldi” – e successivamente svoltare nuovamente, questa volta a destra, alla deviazione per Poggio Rasu. Percorribile lungo un tracciato lineare di andata e ritorno in circa un’ora di cammino è un percorso che può essere svolto in tutte le stagioni dell’anno; il sentiero rivolge la sua attenzione anche a escursionisti non esperti, con un fondo in ottime condizioni che offre spunti panoramici e naturalistici di notevole interesse. Il sentiero si orienta in direzione sud-nord lungo la costa est dell’isola di Caprera e lega il suo nome a quello del pastore corso Ignazio Zonza, al quale è dedicato il punto più alto dell’itinerario (157 m. s.l.m), “Poggio Zonza” appunto. Parcheggiate le macchine a bordo strada, l’avvio del percorso è in lieve pendenza e attraversa da subito una pineta di pino domestico (Pinus pinea) mista a lecci (Quercus ilex); il sentiero è inoltre caratterizzato dalla presenza di specie arbustive tipiche della macchia mediterranea, un carosello unico dai colori e dai profumi ben riconoscibili: gli aromi del mirto (Myrtus communis), del lentisco (Pistacia lentiscus), del cisto (Cistus monspeliensis), dell’erica (Erica scoparia) e dell’euforbia (Euphorbia dendroides) accompagnano l’escursionista in una fitta trama vegetale che si incrocia costantemente con esemplari di pini domestici e lecci che offrono ad occidente una quinta naturale in direzione del centro abitato dell’isola di La Maddalena, ben visibile in lontananza. Si continua a salire, e il paesaggio si apre fino a scoprire distese di graniti rossi scolpiti dal vento che caratterizzano geologicamente tutta l’isola di Caprera, e creste di ammassi granitici che tagliano l’orizzonte. Uno sguardo alle spalle in direzione sud consentirà di ammirare la linea di costa della Sardegna, l’Isola della Pecora, le opere di fortificazione militare di “Poggio Rasu” inferiore e superiore edificate nel XX secolo a scopo di difesa, munizionamento e di ricovero. Verso nord, ben visibile con improvvisati fuori pista su posizioni elevate, lo sguardo trova sempre come costante punto di riferimento il monte Tejalone, che con i suoi 212 m. s.l.m è la cima più alta dell’isola. Il sentiero si restringe in direzione di una fitta lecceta fino ad addentrarsi in quello che è stato per tanti anni il regno del nostro pastore corso, Ignazio Zonza: un piano tra imponenti pareti rocciose ospita la casa del pastore, una dimora di piccole dimensioni in un unico ambiente costruita con massi di granito grezzo. La presenza dei pastori corsi sull’isola madre di La Maddalena e quella di Caprera è attestata già a partire dal 1700: proprio a loro si deve infatti la progressiva colonizzazione dell’intero Arcipelago. Strategica la posizione dell’abitazione, immersa nella macchia e posta al centro dell’isola, a difesa dalle incursioni dei pirati che in quel periodo animavano il Mediterraneo e in particolare l’Arcipelago. Raggiunto il poggio, il sentiero scende dolcemente, alimentato sia sulla sinistra sia sulla destra dalla presenza di specie arboree della macchia mediterranea tipiche dell’isola di Caprera. Ben visibile anche sul tracciato del sentiero, conferma la sua presenza il monte Tejalone in direzione nord. Il sentiero termina riportando l’escursionista sull’asfalto: seguendo le indicazioni, dopo qualche decina di metri è possibile intercettare un nuovo sterrato per il rientro verso le macchine, lungo il quale sarà possibile ammirare un altro esempio ben conservato di abitazione corsa.