body-parcoinforma
  • Monitoraggio delle caulerpe, una rete comune tra il Parco di La Maddalena e la Riserva delle Bocche


    Le attività di cooperazione tra il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e la Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio, definite dagli obiettivi del progetto PMIBB, continuano anche nell’ambito dei monitoraggi dei fondali delle due aree protette e, in particolare, con l’estensione al Parco di La Maddalena del “Réseau Caulerpes” (Rete Caulerpe), che in Corsica costituisce non solo un tavolo di confronto tra le varie istituzioni competenti, gli esperti del mondo accademico e gli operatori del mare, ma anche una vera struttura partecipativa che permette di mettere vari e utili strumenti a disposizione dei partecipanti e di divulgare così le informazioni necessarie per acquisire una maggiore consapevolezza sull’argomento. Nella serata del 20 settembre scorso si è svolto il primo incontro promosso nell’ambito della ricerca con tutti i centri diving autorizzati dal Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena presso il “Laboratorio della conoscenza” nella struttura del CEA del Parco a Stagnali. Un momento di incontro e coordinamento tra tutti gli attori coinvolti che ha consentito di fare il punto con i professionisti che quotidianamente operano a mare. Definizione delle possibilità di monitoraggio e partecipazione all’indagine promossa dal progetto PMIBB da parte dei diving: questo l’obiettivo posto dall’incontro. Attraverso la compilazione di una scheda di rilevamento sulla presenza della Caulerpa consegnata agli operatori subacquei sarà possibile consentire un’interazione positiva tra tutti i soggetti. Tutti i paesi che si affacciano sul Mar mediterraneo contano ormai (anche a causa della circolazione delle correnti che favoriscono la propagazione dell’alga) una presenza considerevole della Caulerpa racemosa, specie meno pericolosa tra le Caulerpe alloctone. Nel corso della riunione gli operatori della rete hanno però illustrato le modalità per il rilevamento all’interno dei confini del Parco della presenza della Caulerpa Taxifolia, specie particolarmente invasiva sulla quale sono puntati gli occhi dei ricercatori, la sua presenza è scongiurata sia in Corsica sia nell’Arcipelago di La Maddalena, nonostante il fatto che proprio a poche miglia di distanza dalle sue isole meridionali sia presente quest’alga, in particolare a Golfo Aranci e a Tavolara, dove l’unica colonia è tenuta sotto stretta osservazione dagli esperti dell’Area marina protetta. I monitoraggi svolti in Sardegna e in Corsica dagli operatori dei centri diving coinvolti nell’ambito della “Rete Caulerpe” consentiranno di acquisire informazioni sullo stato di salute dei siti colonizzati dalle Caulerpe e di comprendere se vengono registrati cambiamenti riguardo alla sua estensione. Grazie alle azioni di monitoraggio nell’ambito del Progetto PMIBB, che avvengono in azione combinata grazie ad un’apposita équipe sardo-corsa e alla predisposizione di un protocollo comune, è infatti possibile acquisire nuovi dati e contribuire a rafforzare il meccanismo di sorveglianza. «Un importante momento di incontro con chi quotidianamente opera a mare; – ha spiegato, rivolto gli operatori diving, il Direttore dell’Ente Parco Vittorio Gazale - un’occasione per avviare una collaborazione attiva tra il Parco e operatori a mare nell’ambito di un progetto importante come quello relativo al PMIBB. Speriamo sia solo il primo momento di una proficua collaborazione che determini risultati sia nel contesto diretto di questo specifico progetto ma che apra possibilità nuove di collaborazione tra soggetti istituzionali e i tanti centri diving che lavorano all’interno dei confini del Parco».