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  • Verso il GECT “Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio”


    Un’area bio-geografica unica, caratterizzata da importanti corrispondenze e da un comune sistema ambientale, naturalistico e culturale: questo il punto di partenza dal quale, già a partire dalla seconda metà degli anni ottanta, si era partiti per provare a definire i margini e i confini di collaborazione e partenariato tra l’Arcipelago di La Maddalena (quando ancora l’istituzione del Parco nazionale era da realizzare) e i vicini colleghi della Corsica. A distanza di quasi trent’anni dall’avvio di quella discussione tra appassionati, l’obiettivo generale del progetto PMIBB è oggi la messa in atto effettiva di un primo nucleo di Parco Marino Internazionale tra la Corsica e la Sardegna attraverso la creazione di un GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale): un’istituzione europea dotata di personalità giuridica e destinata a gestire le attività già svolte in comune dalle due aree protette, a partire dal’elaborazione di un piano di azione comune, alla messa in atto di protocolli di monitoraggio scientifico, passando per la realizzazione di un modello comune di utilizzo di energie rinnovabili riguardante la zona del Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio. Nella ricostruzione della genesi storica dell’idea di un parco marino internazionale che amalgamasse le esigenze di entrambe le sponde delle Bocche di Bonifacio, svolta con la relazione “Il Parco marino internazionale delle Bocche. Genesi di un progetto”, proposta dall’Avv. Giancarlo Maniga (già componente del Comitato di gestione provvisoria del Parco Nazionale), la descrizione dello sviluppo dell’intero quadro normativo a partire dall’idea originaria e della sua evoluzione nel tempo, con le diverse fasi della sua concretizzazione: «Punto di arrivo fondamentale di quel percorso – ha sottolineato l’Avvocato Maniga nell’articolare il suo intervento – è l’istituzione il 5 Luglio 2006 con Regolamento 1082/2006/CE dello strumento del GECT Gruppo europeo di cooperazione territoriale, che sostanzialmente si è rivelato da subito nelle intuizioni di che operativamente lavorava al progetto, lo strumento amministrativo-giuridico necessario per concretizzare quell’idea e la sua evoluzione nel corso degli anni». Si è invece soffermato sugli aspetti storici e tecnici, nonché sull’omogeneità del sistema ambientale sardo-corso il Direttore dell’Ente Parco Vittorio Gazale, con una relazione dal titolo “L’istituzione del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) nella prospettiva del Parco internazionale delle Bocche”: una mappatura delle diverse aree scientifiche coinvolte e una riflessione sulle importanti opportunità legate al nuovo soggetto giuridico in grado di sintetizzare amministrativamente e giuridicamente una serie di attività che operativamente già vedono impegnati gli operatori delle due sponde delle Bocche. Problema concreto posto dall’istituzione del GECT-PMIBB rimane quello del passaggio delle navi mercantili in acque internazionali. La sua analisi è stata affidata al Prof. Matteo Fornari, docente di “Organizzazione internazionale” presso l’Università degli studi di Milano “La Bicocca” con un intervento dal titolo “I possibili riflessi, sul regime del passaggio attraverso le Bocche, della prevista creazione del Parco Marino internazionale”: «La recente classificazione dell’area marina dello stretto di Bonifacio come PSSA (Area marina particolarmente sensibile) da parte dell’IMO (Organizzazione marittima internazionale), è un passaggio importante nell’evoluzione giuridica dell’intero percorso – ha spiegato il Prof. Fornari. – Il precedente giuridico dello stretto di Torres, braccio di mare che divide l’Australia dalla Nuova Guinea, rappresenta un riferimento normativo internazionale molto importante anche per quello che riguarda le Bocche di Bonifacio. Proprio a partire dalla definizione di PSSA è stato possibile introdurre in questo stretto, non tanto l’interdizione del passaggio delle navi (al momento sottoscritta dai Ministri dell’ambiente di Italia e Francia), quanto piuttosto l’adozione del Pilotaggio obbligatorio che comporta la cessione di sovranità da parte del Capitano del mezzo: “obbligato” a cedere il comando della nave al momento dell’attraversamento dello stretto a un conducente adeguatamente consapevole delle caratteristiche geomorfologiche dei fondali». Sull’analisi delle relazioni costi-benefici rispetto all’opportunità dell’istituzione del GECT PMIBB ha orientato la sua attenzione il Prof. Michele Gutierrez docente di Economia agraria presso l’Università degli studi di Sassari con una relazione dal titolo “Prospettive di sviluppo dell’area delle Bocche, a seguito dell’istituzione del GECT” illustrando attraverso l’ausilio di tabelle esplicative il vantaggio, anche economico, offerto dalla collaborazione tra i due soggetti originari in una gestione comune e condivisa della risorsa ambientale: «Le strategie cooperative – ha spiegato Gutierrez - possono essere facilitate dall’intervento di un terzo operatore istituzionale, nel nostro caso il GECT PMIBB, il quale ha l’obiettivo di massimizzare il beneficio per le due comunità, sarda e corsa. Entrambi i soggetti promotori avranno di che guadagnare da un’articolazione organizzativa così come è stata delineata con l’istituzione del GECT». A concludere gli interventi è stato il Prof. Paolo Fois docente di Diritto Internazionale presso l’Università degli studi di Sassari con la relazione “La protezione del Mare Mediterraneo mediante la creazione di una rete di aree specialmente protette”, a sottolineare la significativa importanza e la valenza strategica nell’intero ambito Mediterraneo dell’istituzione del nuovo soggetto GECT-PMIBB: «Questo nuovo strumento – ha spiegato il Prof. Fois – potrebbe servire a delineare per La Maddalena un quadro delle prospettive di sviluppo ben diverso da quello che discende dalle vicende scandalistiche legate alla gestione delle risorse destinate al G8 del 2009. Con l’approvazione nei giorni scorsi di tale convenzione da parte del nostro Ministro dell’Ambiente, può oggi trovare applicazione lo Statuto del Parco, finalizzato a rafforzare il coordinamento dell’attività delle due aree protette per lo sviluppo di azioni comuni e per la progressiva valorizzazione di uno spazio terrestre e marino di inestimabile pregio dal punto di vista ambientale».