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  • Verso il GECT PMIBB, cooperazione tra Ente Parco e OEC per presentare le nuove regole sulla pesca nella Riserva delle Bocche


    Proseguono le attività di collaborazione tra il Parco di La Maddalena e la Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio nell’ambito del progetto PMIBB: nei mesi di settembre e ottobre si sono infatti tenuti vari incontri tra il personale delle due aree protette. Inoltre, nei giorni 11 e 12 ottobre è stato convocato a Bonifacio il Comitato scientifico della Riserva naturale delle Bocche, al quale è stato invitato a partecipare anche il Direttore del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena Vittorio Gazale. L’Office de l’environnement de la Corse (OEC), ente gestore delle riserve marine della Corsica e partner del Parco di La Maddalena nell’ambito dei progetto comunitario PMIBB, ha presentato alla comunità maddalenina, nel corso delle mattinate dell’1 e dell’8 ottobre, le nuove misure sulla pesca sportiva, introdotte con Decreto del prefetto della Corsica del 5 luglio scorso e che modificano in modo significativo le norme sul prelievo delle specie ittiche. La richiesta di collaborazione dell’OEC, finalizzata a sensibilizzare tutti i possibili fruitori italiani, è stata accolta favorevolmente dal Parco di La Maddalena: si è trattato di un ulteriore e significativo passo verso il GECT PMIBB che ha portato l’OEC a collaborare ancora più strettamente con l’Ente Parco, a partire dalle prossime settimane: presso il front office dell’Ufficio relazioni con il pubblico del Parco è stato infatti ospitato un agente della Riserva naturale delle Bocche per la raccolta delle dichiarazioni obbligatorie per la pesca sportiva e ricreativa e il rilascio dell’attestazione, che per non incorrere in possibili sanzioni dovrà essere conservata da ogni pescatore e presentata al personale della Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio o alle Forze dell’ordine francesi. La nuova disciplina sulla pesca sportiva e ricreativa della Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio – valida fino al 31 dicembre 2012 ed entrata in vigore con Ordinanza del Prefetto della Corsica del 5 luglio scorso dopo tre mesi di concertazione con gli attori del territorio, che si sono riuniti con regolarità per individuare un quadro d’azione condiviso – risponde sostanzialmente alle necessità di garantire una maggiore tutela per la pesca professionale e di evitare, per le specie ittiche, effetti negativi derivanti da un prelievo che negli ultimi anni si è fatto sempre più massiccio a causa dell’evoluzione delle tecniche di questo genere di pesca. Tra le nuove disposizioni, sono da segnalare in particolare l’introduzione di un limite giornaliero al prelievo, pari a 5 chilogrammi a pescatore (ad esclusione di calamari, gronghi, perchie e murene), l’individuazione di tre nuove zone nelle quali lo svolgimento di qualsiasi genere di pesca sportiva è proibito - e che si aggiungono a quelle già esistenti a tutela rafforzate e a tutela integrale, - l’obbligo di tagliare immediatamente il lembo inferiore della pinna caudale (coda) di 24 specie e il divieto di pesca di esemplari sotto taglia, prescrizioni il cui rispetto è obbligatorio su tutto il territorio francese (rispettivamente Decreti ministeriali del 17 maggio 2011 e del 15 luglio 2012). Nelle tre nuove zone con limiti alla pesca sportiva e ricreativa – due delle quali sono ubicate attorno all’Arcipelago dei Lavezzi, mentre una terza area di protezione è situata ad est delle Isole Cerbicali, per 3.500 ettari complessivi – è proibito lo svolgimento di qualsiasi genere di pesca sportiva; tali aree si aggiungono a quelle già esistenti a tutela rafforzata (contrassegnate nelle cartine della Riserva dal colore verde), in cui già vigevano vincoli alla pesca ricreativa e in particolare il divieto di pesca subacquea e al palamito, e a quelle a tutela integrale (contraddistinte dal colore rosso). Alcune disposizioni – in particolare il vincolo dei 5 chilogrammi massimo di pescato per pescatore – sono del tutto identiche a quelle già in vigore sin dal 2007 nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, giacché obiettivo per il medio e lungo periodo è infatti l’armonizzazione delle regole per la fruizione delle due aree protette gemelle, divise da poche miglia nautiche: dal lontano 1999 i due parchi collaborano grazie ai programmi comunitari di cooperazione transfrontaliera, con l’obiettivo di creare una struttura permanente di coordinamento – il GECT PMIBB (Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio) – che contribuirà ad omogeneizzare ulteriormente la loro regolamentazione. La brochure e ulteriori informazioni sono disponibili anche sul sito del Parco di La Maddalena all’indirizzo: www.lamaddalenapark.it/RNBB.