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  • Alla scoperta del Parco su kayak da mare... una nuova opportunità di turismo a basso impatto ambientale


    Risponde alle domande Costantino Lifrieri, Istruttore di kayak da mare e Guida marina  ***

    Costantino, potresti far capire ai nostri lettori che cosa è un kayak da mare?
    Il kayak da mare è una specie di canoa, “specializzata” per l’ambito marino dalla millenaria tradizione ed esperienza dei popoli Inuit (Esquimesi) abitanti le regioni Artiche, Groenlandia in particolare. La costruzione dello scafo era realizzata con uno scheletro di legno che veniva rivestito di pelli di foca o caribù.
    Ora, con l’introduzione di nuovi materiali, viene realizzato prevalentemente in polietilene o resina composita con fibre quali vetro, diolene, carbonio/kevlar, materie che, per l’uso specifico, consentono elevati standard di resistenza meccanica alle sollecitazioni ed alta durevolezza; la progettazione tiene conto delle caratteristiche marine che consentono al kayak, navigazione sicura anche con mare formato. Nella moderna concezione di sicurezza, il kayak deve rispondere a requisiti di galleggiabilità ed inaffondabilità: è dotato, infatti, di compartimenti stagni a chiusura ermetica, dentro i quali è possibile riporre il necessario per affrontare escursioni anche di più giorni; deve possedere cime di sicurezza disposte lungo la coperta, maniglie di presa a prua e poppa ed una pompa di svuotamento; dotazioni indispensabili e sempre indossate: un adeguato giubbotto aiuto al galleggiamento ed un paraspruzzi che serve per impedire l’ingresso dell’acqua nella zona del pozzetto.
    La propulsione avviene mediante la trasmissione della forza fisica dell’uomo verso l’acqua mediante una sorta di remo chiamato pagaia, la quale non è fissata allo scafo bensì impugnata e totalmente gestita dalle mani del pagaiatore: il movimento avviene, dunque, in maniera silenziosa e chiaramente, senza rilascio d’alcuna sostanza inquinant.
    Per questo motivo, numerosi Parchi o Riserve Naturali Marine, considerano canoe e kayak imbarcazioni compatibili con l’ecosistema esistente.

    Quali sono gli itinerari che hai già provato intorno all’Arcipelago?
    Le isole dell’Arcipelago di La Maddalena sono un habitat ideale per il kayak: in percorsi giornalieri, buon meteo e una buona guida, si riesce a raggiungere e visitare ogni singola isola; Queste agili imbarcazioni, ci consentono itinerari con distanze superiori ai 30 km giornalieri. Percorsi suggestivi li troviamo, partendo dalla cala Abbatoggia e seguendo la costa settentrionale di La Maddalena, nel raggiungere Spargi, le sue accoglienti cale e bianche spiagge; Lavezzi Budelli e Razzoli, che si raggiungono dopo aver costeggiato gli Isolotti di Barrettini e Barrettinelli; la costa orientale di Caprera con Cala Coticcio ed I Monaci; la splendida  costa meridionale di S. Stefano ed i graniti di Capo D’Orso; incantevole, poi, lo spazio di mare e costa interna tra Maddalena e Caprera…
    Nell’Arcipelago si può pagaiare per buona parte dell’anno, senza preclusione alle stagioni invernali (se non quando troviamo avverse condizioni meteo). Sono tutti itinerari presenti nell’attività escursionistica proposta, e collaudati da oltre 12 anni di esperienza grazie alla collaborazione tecnica di organizzazioni specifiche quali l’Associazione kayak da mare Sottocosta / FICT, di cui faccio parte.
    In questo arco di tempo si è venuti a contatto con  più di 3000 kayakers che hanno seguito le manifestazioni proposte,(nei primi anni con  “Canoando per le Isole”ed ora con “Arcipelago Kayak”), o hanno chiesto di essere introdotti e guidati nelle isole del Parco.

    Mi sembra di capire che esiste un vero movimento...
    Le presenze, i contatti, le richieste  che si hanno, molte delle quali da paesi nord europei e dagli Stati Uniti, dimostrano che è in continua crescita.  Il canoista o più precisamente “kayaker” da mare è un turista un po’ speciale: ha in se il desiderio di Ulisse nello scoprire luoghi e paesaggi selvaggi, ama e rispetta l’ambiente, è attento osservatore ed esperto marinaio; ma non disdegna la buona tavola, l’avvicinarsi alla cultura dei luoghi e delle genti che incontra, ama la semplicità e la qualità; Frequenta i raduni e le manifestazioni perché desideroso di confronto, conoscenza e solidarietà.
    Il movimento, che la sua presenza determina, è senza dubbio rilevante anche dal punto di vista economico con sbocchi futuri e possibilità di occupazione per nuove figure professionali…

    Con quale altra località (per esempio la Corsica?) si potrebbe unire all’Arcipelago in quest’esperienza?
    Lavezzi e la costa meridionale della Corsica sono da sempre meta ambita per pagaiatori esperti; Fanno parte di quell’immaginario giovanile raggiungibile nella maturità fisica con buona preparazione personale, ottima organizzazione del gruppo, rispetto del mare, attenzione per una ottimale  sicurezza.

    E’ previsto un corso per principianti?
    Per praticare quest’attività con la giusta sicurezza fin dall’inizio, è necessario un corso di base qualificato. Proprio per questo, in ogni raduno, sono presenti Istruttori di kayak da mare e Guide Marine: grazie alla loro disponibilità si possono apprendere o migliorare le tecniche necessarie per un corretto approccio.

    Dopo quanto tempo mediamente si è in grado di partecipare ad una giornata per principianti?
    Un corso di base, che porta l’allievo motivato ed in buone condizioni fisiche, a poter pagaiare in sicurezza, autonomia ed in condizioni meteo ottimali, dura circa 10 /12 ore. 

    Ci sono esperienze in cui enti Pubblici si propongono come finanziatori per dei corsi per dei bambini residenti?
    Le attività  che normalmente Enti pubblici (Comuni o Istituti scolastici) promuovono ricadono nel settore prevalentemente sportivo, finalizzate alle performance agonistiche come il canottaggio o la voga.
    Esperienze interessanti si sono avute qui in Sardegna con l’Istituto Comprensivo d’Ardauli, grazie all’intervento economico del Comune, per due anni consecutivi ha inserito nel Piano Offerta Formativa dedicato ai propri allievi, un corso di base di canoa e kayak nel lago Omodeo: è stata una grande esperienza che ha permesso a circa 60 giovani di scoprire la bellezza di una disciplina così interessante. 
     
    Ed a che età è opportuno iniziare e fino a quando si va in canoa?
    Un primo contatto è possibile già quando si è adolescenti (13 /14 anni); L’attività più impegnativa si può effettuare una volta raggiunta la maturità fisica; Non è raro, nei nostri raduni, il pagaiare al fianco di interi nuclei familiari: è una immagine di grande armonia profondo esempio.

    Esperienze particolari?
    Un settore importante è rivolto alle persone cosiddette diversamente abili. Nell’attività kayak queste differenze terrestri spesso scompaiono sostituite da nuovi ed entusiasmanti  stimoli grazie ai quali è possibile ottenere benefici fisici e psichici importanti. Alcuni Team kayak operano da tempo con disinteressato entusiasmo in questo ambito: sono ancora piccole gocce che mi auguro, grazie alla sensibilità di autorevoli Istituti, possano un giorno diventare fiumi ed oceani. 

    Quando si svolgeranno le prossime attività del gruppo?
    Proporremo escursioni autunnali, invernali e primaverili, perché senza dubbio sono le stagioni che permettono di visitare e scoprire, in completa solitudine e silenzio, la bellezza incantata dei luoghi, i profumi di terra e di mare, la trasparenza dell’acqua. Bisogna considerare che nel periodo canonico Luglio/ Agosto, le spiagge e le coste sono letteralmente prese d’assalto: circa tremila imbarcazioni percorrono i canali tra isola ed isola e sostano nelle cale… possiamo così immaginare quanto olio si disperde dalla combustione sulla superficie dell’acqua, il continuo rombo dei motori che si sente nell’aria e nell’acqua e il mare… perennemente mosso dalle onde artificiali delle imbarcazioni!

    Cosa si può migliorare per la prossima volta?
    La base logistica ed un’attenta sinergia con l’Ente Parco: manca, infatti, un punto di riferimento fisso, una struttura situata all’interno del territorio Parco che possa essere centro d’informazione ed assistenza per quanti vogliano pagaiare tra le isole, base per Scuola di Kayak da Mare con presenza d’Istruttori e Guide Marine qualificati (così come avviene a Caprera nel suo Centro Velico).
    Manca un luogo dove poter accogliere gruppi di studenti, giovani o quanti desiderano apprendere e praticare con metodo l’attività; un Centro che possa essere a disposizione di Enti che operano nel settore disabili fisici e psichici, perché sono provati i benefici derivanti da quest’attività; un centro con persone qualificate anche nelle conoscenze e discipline ambientali, a disposizione dell’Ente Parco, che operino, in maniera volontaristica, per il monitoraggio e la sorveglianza di siti inaccessibili se non alle nostre agili, millenarie, imbarcazioni. Sì certo, si potrebbe migliorare…!

    *** Costantino Lifrieri fa parte dell’Associazione nazionale per lo sviluppo e la promozione del kayak da mare SOTTOCOSTA; è Istruttore e Guida Marina per la Federazione Italiana Canoa Turistica FICT; è Istruttore Kayak U.I.S.P; dal 2007 è Maestro di canoa specialità marina per la  F.I.C.K..