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  • I Parchi nazionali a rischio chiusura?


    “Prepariamo le valigie?” . Così verrebbe da dire a quanti, come noi, nel resto d’Italia ogni giorno si incamminano verso il proprio posto di lavoro motivati da qualcosa che va oltre lo stipendio mensile, convinti di occupare il proprio tempo e la propria professionalità per obiettivi ambiziosi e dal sapore che sa di sfida.

    Troppo spesso è passata l’idea che i Parchi non siano indispensabili per la salvaguardia dell’ambiente, mentre molte e lodevoli sono le iniziative che gli stessi portano avanti per far passare a fatica, il messaggio ambientalista.
    Ci ricordiamo tutti l’art. 9 della Costituzione Italiana? La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. E’ per l’appunto questo che ogni giorno muove le macchine denominate “Parchi Nazionali” che garantiscono e promouvono in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese, garantendo quelle che sono le finalità individuate in dettaglio dalla Legge 394/1991.
    Certo è che con il 50% in meno dei fondi a disposizione, molti Parchi italiani saranno costretti a veder ridotte le proprie attività a discapito del lavoro assiduo intrapreso nell’arco degli anni per tutelare lo straordinario patrimonio naturalistico che l’Italia indiscutibilmente vanta.
    A rimetterci sarà dunque un intero sistema costruito con gli sforzi pionieristici di tutti noi, a rimetterci sarà in prima linea l’ambiente che ci circonda e poi, da ultimi, ci saremo noi, noi soliti precari di un sistema ancora tutto da affinare, che stiamo ormai dormendo con la valigia sotto al letto, pronti a portare alldilà della nazione le nostre forze e il nostro entusiasmo.