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  • Parchi, meno 50%


    Dopo la definitiva approvazione della nuova manovra finanziaria, che prevede un taglio del 50% del trasferimento da parte dello Stato al sistema delle aree protette di interesse nazionale, pari a poco più di 50 milioni di euro, distribuiti tra 23 parchi nazionali, le prospettive non sono certamente buone e molti lavoratori dei parchi nazionali hanno manifestato a fine luglio a Roma per chiedere lo stralcio della norma, che potrebbe finire per “uccidere” gli enti gestori.

    L’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha aderito agli appelli, promossi da Federparchi (l’associazione delle aree protette italiane, nazionali e regionali), per sensibilizzare il governo e il parlamento sull’argomento.
    Il rischio è infatti quello che molte strutture finiscano per chiudere i propri battenti a causa della carenza di fondi. A differenza degli enti locali, infatti, la maggior parte dei parchi nazionali non può contare sulla riscossione di tasse, ma solamente di biglietti d’ingresso all’area protetta, di certo non abbastanza per garantire la loro autosufficienza.
    Quale futuro si prospetta per l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena? Di certo non roseo, ma avere un atteggiamento ottimistico e sfruttare le capacità dell’Ente di individuare e garantirsi nuove fonti di finanziamento - fondi pubblici e sponsorizzazioni private - per investire nell’Arcipelago potrebbe essere il migliore atteggiamento in questo momento di difficoltà per l’intero sistema dei parchi nazionali. Conviene a tutti essere ottimisti. Anche perché, se dovesse accadere il contrario, questo semplice pezzo di carta che state leggendo potrebbe finire presto nel dimenticatoio.