body-parcoinforma
  • Più idee, meno cemento


    L’articolo di Marina Spinetti sul Parcoinforma (numero di luglio 2011) mi ha fatto riflettere su un tema che a me come a molti isolani sta molto a cuore e che forse tutti assieme dovremo sforzarci di approfondire. Non ci vuole molto a capire che i palazzi non servono ad aumentare il volume di affari nell’isola e neanche a far diminuire la disoccupazione. E mi ha evocato uno dei miei recenti viaggi, in un luogo affascinante e misterioso che presenta molti punti di contatto come le nostre isole, pur nell’evidente diversità del paesaggio: Israele. Ben Gurion si è fatto seppellire assieme alla moglie Paula, dove loro avevano scelto di vivere a Sde Boker; Garibaldi si è fatto seppellire a Caprera, anche lui, dove aveva scelto la sua dimora. Entrambi hanno dato vita ad un nuovo Stato, Israele uno e L’Italia Unita l’altro. A Sde Boker hanno costruito l’accademia di Midrasha, in pratica un’università, dove studiano e lavorano circa 17.000 persone tra ragazzi, insegnanti e ricercatori. Noi, come dice la Professoressa Spinetti , potremmo riconvertire l’ex ospedale militare, ad esempio in una università per lo sviluppo del territorio sardo o altro, così come potremmo rivalutare il museo di Garibaldi e farvi giungere gli studenti italiani almeno una volta, nell’arco dei loro studi (meglio se alle elementari o alle medie) a conoscere Giuseppe Garibaldi, fondatore dell’Unità d’Italia. Tutti gli studenti israeliani vengono portati a visitare le tombe e una guida spiega loro la vita, il pensiero e i progetti di Ben Gurion. Il turismo in questo caso non è limitato ad un solo periodo dell’anno, anche perché gli israeliani hanno capito che tale afflusso di gente poteva essere fermata lì per qualche giorno infatti hanno costruiti sentieri, dove la gente può recarsi per ammirare il loro bellissimo canyon (tipo il nostro Gorroppu, nel Supramonte). Ciò che stupisce è che tutto questo avviene nel deserto: il deserto di AVDAT. All’ingresso di questo canyon è stato costruito un parcheggio con un ristorante, un bar e una paninoteca proprio per accontentare tutte le tasche senza nessuna discriminazione. Dal parcheggio parte un sentiero, che percorre tutto il canyon, dove sono stati scolpiti gradini nella roccia e dove è stato scavato sulla parete un sentiero proprio per fare ammirare, ai visitatori, anche dall’alto questo splendido panorama. Poiché per attraversarlo ci vogliono tre o quattro ore, ad aspettare i visitatori alla fine del percorso c’è un servizio navetta che riporta all’entrata principale. Naturalmente si paga un biglietto d’ingresso che contribuisce al mantenimento di tutta la struttura. Noi dal canto nostro potremmo prendere ad esempio un paese a noi lontano, ma che ci insegna che con poco si possono mettere in moto guide, barche e commercio. Si potrebbe dare uno slancio alla nostra economia con poche cose semplici e rispettose dell’ambiente: si potrebbero creare sentieri accessibili anche agli anziani (che sono quelli che hanno più tempo e liquidità) per raggiungere le spiagge meno conosciute. Quello che voglio dire con questo mio diario di viaggio è che abbiamo un patrimonio, di cui più viaggio più apprezzo l’ineguagliabile bellezza: SFRUTTIAMOLO come fanno gli altri, ma senza consumarlo!