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  • Berta maggiore: in fase di conclusione l'ultimo monitoraggio


    Avviato nello scorso mese di Maggio, l’ultimo monitoraggio dei siti di nidificazione della berta maggiore (Calonectris diomedea) da parte dell’Ente Parco evidenzia, a distanza di sei mesi dal suo avvio i primi risultati utili per un aggiornamento della comprensione della specie e delle dinamiche di mobilità, riproduzione e permanenza all’interno dei confini dell’Arcipelago. Le tre colonie, presenti in tre distinti isolotti all’interno dei confini del Parco (non specifichiamo l’esatta ubicazione dei siti a tutela dell’incolumità degli animali) sono rimaste sotto osservazione scientifica da parte del personale dell’Ufficio Ambiente del Parco attraverso sopralluoghi mensili di rilevamento dei nidi: della presenza- assenza dell’uovo nel nido, della presenza del pullo e delle successive fasi di involo dei nuovi esemplari. Il primo dato evidente è un lieve abbassamento percentuale del successo riproduttivo rispetto ai precedenti monitoraggi, le cui ragioni sono ancora tutte da indagare, anche se potrebbero aver agito in maniera significativa alcuni predatori, tra cui i principali indiziati sono il ratto nero (Rattus rattus), il falco pellegrino (Falco peregrinus) e il gabbiano reale (Larus michahellis); quindici sono comunque i pulli, inanellati con la collaborazione di un professionista, ad avere superato la stagione di nidificazione. Viaggiatore eccezionale, capace di percorrere centinaia di chilometri in mare aperto, la berta maggiore, uccello marino ed essenzialmente pelagico, torna sulla terraferma solo nella fasi di riproduzione e nidificazione. Inconfondibile per le grosse dimensioni e le colorazioni grigio-brune delle parti superiori e bianche di quelle inferiori, il becco giallastro opaco, forte e uncinato, con narici a tubicini separati, i piedi sono palmati come in tutte le specie della famiglia dei Procellaridi. La berta maggiore, specie particolarmente protetta e inserita nell’allegato I della direttiva europea “Uccelli” che riconosce la perdita e il degrado degli habitat come i più gravi fattori di rischio per la conservazione degli uccelli selvatici è diffusa con due sottospecie nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale. Presente all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena nei diversi SIC (Siti di interesse comunitario) in Italia nidifica in quasi tutte le isole minori, con maggiori concentrazioni nel Canale di Sicilia. Nel nostro paese la popolazione complessiva si aggira su 15000-18000 coppie, di cui circa 10000 presenti nella sola isola di Linosa. Spiccatamente pelagica, la berta maggiore si avvicina alle coste solo per nidificare prediligendo le piccole isole rocciose al largo. Nel resto dell’anno si disperde in mare a molte migliaia di chilometri di distanza dal luogo di origine. Proprio nel periodo di avvio del monitoraggio tra metà maggio e metà giugno l’animale depone le uova utilizzando le spaccatura naturali della roccia, in una grotta o tra i massi; un solo uovo bianco, alla cui incubazione provvedono entrambi i sessi per circa 53 giorni. Il piccolo rimane nel nido per circa 3 mesi: proprio in quel periodo è più facilmente oggetto delle attenzioni dei predatori.