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  • I dipendenti dell’Ente Parco a Roma per protestare contro il taglio delle dotazioni organiche


    La scure della spending review si sta abbattendo sulle dotazioni organiche del personale dei parchi e delle aree protette: per protestare contro il provvedimento, i dipendenti del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena hanno aderito con una rappresentanza alla manifestazione nazionale organizzata giovedì 18 ottobre a Roma presso la sede del Ministero dell’Ambiente. Promosso dalle principali associazioni che rappresentano il mondo dei parchi (dipendenti, direttori, guide escursionistiche, guardia parco, educatori ambientali), il sit-in vedrà mobilitato il personale di tutte le aree protette italiane a tutela del lavoro e dell’ambiente: il taglio del 10% alle dotazioni organiche di ciascun Ente gestore (previsto dal Decreto legge 6 Luglio 2012 n. 95, meglio noto come “spending review”) rischia infatti di incidere in modo considerevole sull’attività e sul concreto perseguimento degli obiettivi istituzionali previsti per legge. In considerazione dei costi e delle oggettive difficoltà logistiche per lo spostamento a Roma, i dipendenti del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena hanno deciso di autofinanziare la partecipazione di una delegazione di rappresentanza alla manifestazione, garantendo comunque da parte di tutto il personale dell’Ente di via Giulio Cesare il massimo sostegno alla mobilitazione. Preoccupati per le conseguenze che i nuovi tagli produrranno sia in termini occupazionali sia in termini di ricadute operative sulla gestione del patrimonio ambientale dell’Arcipelago, i dipendenti intendono sollecitare il Ministero dell’ambiente ad una più attenta analisi delle conseguenze generate dai tagli annunciati. Lo smantellamento progressivo delle dotazioni organiche degli Enti Parco ha già raggiunto negli scorsi anni un taglio del 35%, ma con la concretizzazione delle nuove indicazioni di legge, si raggiungerebbe una preoccupante percentuale del 45%: una riduzione che mette seriamente a rischio l’intera rete italiana di tutela ambientale che è stata faticosamente creata nel corso degli ultimi decenni. L’applicazione delle norme previste dalla spending review comporterà l’eliminazione di oltre 60 posti di lavoro dagli Enti Parco, su una base di circa 780 persone attualmente impegnate. La soppressione sarà adottata entro il 31 ottobre e rischieranno il licenziamento persone in servizio, esperti e appassionati funzionari che da anni stanno difendendo il patrimonio naturale di tutto il Paese e della comunità internazionale: una riduzione di organico che rispetto all’attuale situazione, già deficitaria a causa dei tagli e delle restrizioni precedenti, vorrebbe dire vanificare gli obiettivi e le finalità per i quali l’area stessa è stata istituita. La crisi economica non può giustificare scelte così pericolose per una risorsa che deve essere invece considerata strategica in termini di nuovo sviluppo e occasione di crescita anche economica per le comunità locali: solo a partire dal riconoscimento dell’importante lavoro svolto dai Parchi e dai loro dipendenti sarà possibile pensare una nuova stagione di tutela ambientale.