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  • I sentieri di Caprera N. 16 Cala Serena


    Le forme modellate dal vento degli scogli affioranti che animano l’insenatura di Cala Scaviccio danno il benvenuto al visitatore dell’isola di Caprera e lo introducono al sentiero di Cala Serena, il cui punto d’inizio può essere raggiunto in auto o a piedi svoltando a sinistra al primo bivio subito dopo il ponte che collega l’isola madre di La Maddalena a quella di Caprera, e percorrendo la strada fino a poco prima di Cala Garibaldi: questo è infatti un percorso strettamente legato alla figura di Giuseppe Garibaldi e agli spazi occupati dall’Eroe durante la sua permanenza sull’isola. L’itinerario, privo di particolari difficoltà tecniche, è rivolto a escursionisti di ogni genere: senza significativi dislivelli altimetrici, si orienta in direzione sud-nord lungo il tratto di costa a nord-ovest dell’isola su un tracciato con fondo facilmente percorribile. Subito dopo aver lasciato le macchine nell’area posta alla fine della lingua d’asfalto è già possibile ammirare alcuni dei simboli della storia risorgimentale dell’isola di Caprera indissolubilmente legata alla figura dell’Eroe dei due mondi. Alzando lo sguardo è infatti ben visibile il profilo de “la Casa bianca” oggi sede dell’importante ”Compendio Garibaldino”, meta tutti gli anni di innumerevoli visitatori: è la casa-museo dell’eroe, al cui interno sono conservati tutti i cimeli appartenuti a Garibaldi durante la sua permanenza nell’Arcipelago; all’esterno è anche possibile visitarne la sua tomba ed il busto in marmo bianco, realizzato nel 1883 dallo scultore Luigi Bistolfi che, ben visibile, fa capolino a pochi metri dall’avvio del sentiero. Sulla sinistra, incorniciata dai colori della macchia mediterranea, una vista panoramica sulla costa orientale dell’isola di La Maddalena: l’isola di “Giardinelli” – chiamata in maddalenino “Isuleddu” – con la spiaggia di “Capocchia du Purpu” segnano il profilo della costa. Corbezzoli (Arbutus unedo), olivastri (Olea europaea sylvestris) e sparuti esemplari di pino d’Aleppo (Pinus halepensis) alimentano il paesaggio dei colori tipici dell’intera isola di Caprera. Pochi passi ancora e sulla destra si aprono gli spazi degli “Orti di Garibaldi”, testimonianza di una genuina – e alimentata continuamente – passione del Generale nei confronti della natura, della terra e dell’agricoltura. Lo sforzo continuo e innovativo contro i graniti dell’isola di Caprera sono la testimonianza più efficace di una visione moderna nell’approccio agricolo dell’Eroe, tenacemente impegnato sul fronte politico ma non per questo sazio di scoperte e curiosità. Proseguendo lungo il sentiero, ben visibile sul fronte nord dell’isola, il profilo dell’Opera di Arbuticci posta sull’omonima altura: terminata nel 1891, la struttura oggi ospita il “Museo Nazionale di Giuseppe Garibaldi” – inaugurato nel luglio 2012 in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia – e rappresenta una delle principali fortificazioni militari presenti all’interno dell’Arcipelago di La Maddalena. Armata da una batteria di 6 obici da 280 mm a tiro diretto e 8 cannoni di diverso calibro era destinata al controllo del tratto di mare sul canale della Moneta con un tiro incrociato con la batteria di Punta Villa, la fortificazione ospitava un acquartieramento militare in grado di accogliere 120 uomini. Ancora qualche centinaio di metri e si arriva sulla costa. All’interno della Cala che prende il nome dall’Eroe, “Cala Garibaldi”, si possono ammirare gli “Isolotti degli italiani”, il porticciolo della Marina militare e la splendida vista sulla penisola di “Isuleddu”. Sede fino a qualche anno fa di uno dei primi “Club Mediterranée” della Sardegna, Cala Garibaldi è oggi un angolo appartato di riposo rispetto a più frequentati angoli dell’isola. Da Cala Garibaldi, proseguendo lungo il sentiero sarà possibile raggiungere la spiaggia di Cala Serena, caratterizzata da una sabbia bianca e sottile e da un mare cristallino, punto di arrivo del nostro itinerario (La descrizione completa del sentiero, nel prossimo numero de “il ParcoInforma”). Percorrendo a ritroso l’itinerario, sarà possibile recuperare le macchine, avviandosi per un altro dei 16 sentieri proposti dal Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena che segnano una fitta trama alla scoperta dell’isola di Caprera.