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  • Intervista a Bruno Paliaga, Coordinatore del Parco


    Dott. Paliaga, può parlarci dei risultati delle attività da Lei svolte come Coordinatore?
    A giugno la situazione amministrativa era piuttosto difficoltosa ma ciononostante siamo riusciti a far ripartire subito molte attività e a concentrarci sugli attuali problemi. Recentemente è intervenuta l’approvazione della rimodulazione delle risorse liberate sul programma Comunitario Interreg III, funzionali a dare assetto ed organizzazione presso il complesso di Stagnali con  lavori di manutenzione straordinaria ed allestimento di uffici per compiti specifici ed operativi; questi ultimi saranno particolarmente orientati alla gestione ambientale vera e propria e al perseguimento dell’obiettivo di realizzare logisticamente le strutture legate al progetto del “Parco Marino Internazionale”, recentemente rilanciato con la partecipazione a un nuovo bando comunitario.

    E’ stato poi ripreso il percorso già avviato per un centro di educazione ambientale di eccellenza, nell’ottica anche transfrontaliera di rendere l’isola di Caprera meta privilegiata e polo di attrazione dell’area delle Bocche di Bonifacio.
    Molto resta da fare ma alcune criticità sono di prossima attuazione: la sistemazione dell’ “ex blocchiera”, la conclusione dell’iter amministrativo relativo all’illuminazione di Stagnali, il riavviamento dei lavori che porteranno al definitivo allestimento e alla messa in funzione dell’area che ospita l’impianto fotovoltaico, l’illuminazione artistica della sede e quanto altro che ci riserveremo di comunicarvi solo quando il traguardo sarà vicino; e se la volontà è quella finora dimostrata non sarà tra molto.

    Quale giudica l’evento più importante delle ultime settimane?
    E’ stato finalmente affidato l’incarico di redazione del Piano del Parco e del Regolamento, una pietra miliare che la gestione Bonanno porta in dote alla comunità maddalenina. Piaccia o non piaccia è un capitolo fondamentale nella storia del Parco, che comporterà maggiore chiarezza nei procedimenti, maggiore integrazione tra i documenti di altri Piani, maggior chiarezza per gli utilizzatori. A tale Piano dovrà essere affiancato il Piano economico e sociale, di competenza della Comunità del Parco e quindi anche del Comune di La Maddalena.
     

    Di quali altre attività interessanti può parlarci?
    I lavori di rifacimento della facciata della sede di via Giulio Cesare sono appena stati affidati ed è inoltre stata completata con successo la prima fase del progetto ReTraParc, nell’ambito del quale è stato realizzato un primo modulo per il “Laboratorio della conoscenza” delle risorse marine, basato su un sistema di proiezione di grande effetto. Sono stati avviati i primi incontri che ci auguriamo in futuro possano portare all’istituzione del C.T.A. per il Parco ed è stata avviata una nuova fase di rapporti istituzionali: una nuova stagione per il Parco col coinvolgimento di diversi enti e organizzazioni aventi titolo e ruolo nella cogestione del Parco Nazionale. Si tratta di adempimenti fondamentali che indicano una fase di maturità del Parco e che sapientemente il Presidente ha portato a “maturazione”; certo i tempi sono quelli della pubblica amministrazione, non dobbiamo dimenticarci del contesto, ma i risultati raggiunti sono la prova che il dialogo interistituzionale paga.

    In questo senso ci sono altre novità all’orizzonte?
    Un’attività che dovrà essere completata nei prossimi mesi è quella relativa al Piano antinendi boschivi (Piano AIB). Siamo già a buon punto: sono stati effettuati i primi incontri per la condivisione dei contenuti del Piano, per mettere soprattutto il Parco al passo con i tempi, con le direttive nazionali, etc.; dall’altra e sopratutto ciò si è dimostrato è una base per un ruolo efficace e concreto in attuazione del mandato che all’Ente Parco viene affidato dalla sua legge istitutiva. Nel primo incontro sul Piano AIB funzionari e responsabili di molti enti (Ente Foreste, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Corpo Forestale dello Stato, Comune di La Maddalena e Vigili del Fuoco) alla presenza del Presidente e Coordinatore hanno avviato un processo di condivisione su questo tema: un momento di condivisione di obiettivi nel rispetto dei reciproci ruoli, a dimostrazione del fatto che il Parco non deve essere visto principalmente come una sorta di agenzia di promozione del territorio ma è esso stesso portatore di interessi della collettività in materia di sicurezza, corretta gestione del territorio e pianificazione.
    A questo primo incontro ne è seguito un secondo che ha visto la partecipazione di alcuni soggetti privati (strutture turistiche, centri, organizzazioni, etc.) ed altri presenti nel Parco, i quali hanno preso atto della volontà e della necessità per l’Ente di effettuare una ricognizione non solo sui rischi ma anche sulle risorse strumentali, che nella malaugurata ipotesi di incendio potrebbero essere messe a disposizione di quello che sarebbe il coordinamento di un evento così critico.

    Qual è adesso la situazione generale dell’Ente Parco, può farci il “punto nave?
    In questi mesi siamo riusciti a realizzare attività che altri – ed in altri tempi – avrebbero dovuto e potuto essere fatte; molte altre sono state avviate nonostante le avversità, spesso costruite ad arte da non tanto misteriosi detrattori. La gestione Bonanno è riuscita a normalizzare l’Ente Parco – inteso proprio come ente pubblico – e a condurre in porto in questi mesi molti progetti ed obiettivi; con il prossimo bilancio di previsione molto sarà improntato all’attuazione di un altro importante capitolo della storia del Parco.

    Qual è il suo augurio per il prossimo anno?
    Tutto quello finora realizzato costituisce il nostro “Albero di Natale” dedicato a La Maddalena. E’ un buon Natale e sarà un migliore anno nuovo quello che si prospetta, anche grazie alla collaborazione del personale del Parco, incluso quello precario (non certo per volontà dell’Ente Parco), perché in loro è emersa quella motivazione che ha consentito di valorizzare competenze e capacità che costituiscono la spina dorsale dell’Ente.