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  • Balenottera spiaggiata: una riflessione sulla fragilità del nostro mare


    All’inizio del mese di ottobre, in prossimità della spiaggia di Rena di Ponente a Santa Teresa di Gallura, si è spiaggiato un esemplare di balenottera comune (Balaenoptera physalus): l’animale era vivo ed incastrato con tutta la testa sotto una roccia. Sono intervenuti sul posto la Guardia Costiera, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Palau, il gruppo dei sommozzatori della Marina Militare e il personale dell’Ufficio ambiente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. È stato così attivato il protocollo previsto in simili occasioni dalla Rete regionale per la conservazione della fauna marina selvatica della Regione Sardegna, alla quale anche il Parco Nazionale dei La Maddalena aderisce e che da anni opera sul territorio per il recupero di tartarughe e cetacei spiaggiati. La Guardia Costiera, in accordo con l’Ufficio Ambiente del Parco ed in comunicazione telefonica con un esperto del campo, Sandro Mazzariol dell’Università di Padova, ha tentato di disincastrare l’animale, che purtroppo non è più emerso per respirare. Nella giornata successiva, la carcassa della balenottera, un subadulto di sesso femminile di circa 11 metri, è stata spostata, con l’ausilio di una ruspa e con il fattivo impegno di diversi operatori, sull’arenile. Sul luogo i veterinari della Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari – di concerto con quelli dell’Università degli studi di Padova guidati da Sandro Mazzariol – con la collaborazione del veterinario della Asl di Olbia, hanno eseguito la necroscopia che permetterà di far luce sulle cause che hanno determinato lo spiaggiamento e la morte dell’animale. La carcassa è stata poi smaltita ad opera del Comune di Santa Teresa di Gallura. Tutte le operazioni svolte sono state un esempio di collaborazione tra le varie istituzioni e gli enti coinvolti, ciascuno dei quali ha agito nel proprio ambito di competenza. La necroscopia di un animale appena morto, seppur cruenta, dà la possibilità a tutti gli operatori del settore di ampliare la conoscenza di questo animale e permette di avere maggiori strumenti per poterli un giorno soccorrere e magari salvare. La vista di questo grande animale, apparentemente forte e possente ma così inerme, ci ha fatto riflettere sulla reale fragilità del nostro mar Mediterraneo e sull’importanza di salvaguardarne l’equilibrio biologico.