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  • Catrame sulle coste dell'Arcipelago, situazione sotto controllo


    I tratti costieri in cui è stato riscontrato l’inquinamento sono la costa settentrionale di Giardinelli e la spiaggia di Spalmatore a La Maddalena e l’area di Cala Crucitta e dei Due Mari a Caprera, dove si è potuto procedere soltanto alla rimozione della sostanza oleosa fresca depositatasi lungo le spiagge con l’ausilio di attrezzi manuali come spatole, rastrelli e pale cercando di evitare l’asportazione della sabbia e di altri resti vegetali non contaminati e minimizzare l’impatto ambientale delle operazioni di pulizia. Nonostante l’impegno profuso non è stato possibile eliminare completamente la sostanza oleosa presente, sopratutto quella aderente e/o insediatosi tra gli scogli, in quanto per la rimozione di questa sostanza dalle rocce sono necessarie attrezzature idonee. Nelle aree in cui è stata effettuata la rimozione della sostanza fresca oleosa è stata riscontrata anche la presenza di ammassi catramosi accumulatisi negli anni, che a causa del rimaneggiamento da parte delle onde e della marea, sono stati agglomerati a resti vegetali e organici e a rifiuti galleggianti, diventando, in alcuni casi, un corpo unico con la roccia. Per la rimozione di questi ammassi sono necessari tempi e soprattutto, anche in questo caso, mezzi e attrezzature adeguate che possono essere oggetto di intervento solo da parte di enti o società specializzate. Quanto accaduto riporta ancora una volta alla luce il problema del transito delle navi all’interno dello stretto delle Bocche di Bonifacio, riconosciuto nello scorso mese di luglio, da parte dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO), “Area marina particolarmente sensibile’” (Particularly sensitive sea area). Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche legate alla tutela delle Bocche, l’Ente Parco lavora da oltre un anno, insieme all’Office de l’environnement de la Corse, suo storico partner transfrontaliero, alla costituzione del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT), organismo con la cui istituzione sarà possibile raggiungere un ulteriore importante risultato operativo, grazie ad un miglior coordinamento tra le due aree protette e con un incremento delle capacità di monitoraggio e controllo, oltre ovviamente alla possibilità di sviluppare progetti innovativi di salvaguardia. La problematica della presenza di catrame lungo alcuni tratti costieri dell’Arcipelago è quindi riconducibile presumibilmente alla navigazione marittima che caratterizza lo Stretto delle Bocche di Bonifacio che, per il suo status giuridico di stretto internazionale, è attraversato ogni anno da migliaia di navi le quali illegalmente operano quello che viene definito “scarico operazionale”, cioè immissioni volontarie di prodotti inquinanti in mare (soprattutto idrocarburi) connesse all’esercizio stesso della navigazione (scarico dell’acqua di sentina, scarico dell’acqua di lavaggio cisterne e dell’acqua di zavorra “sporche”). L’Ente Parco ha già ha avviato un Piano di indagine e di monitoraggio della presenza di catrame lungo le coste dell’Arcipelago di La Maddalena, al fine di valutarne la fattibile rimozione associato al monitoraggio della fascia costiera da eventuali futuri inquinamenti costieri; inoltre sarà affidato ad un’apposita ditta lo svolgimento del servizio di rimozione, trasporto e smaltimento del catrame, dando la priorità ai siti di maggiore frequentazione dell’Arcipelago di La Maddalena. Nel frattempo, ringraziando la collaborazione da parte della cittadinanza, si raccomanda, nell’eventualità di avvistamenti di sostanze presumibilmente inquinanti, a mare e/o a terra, di contattare tempestivamente ed esclusivamente gli organi preposti e competenti e cioè la Capitaneria di Porto (numero verde 1530 e 0789 736015), oppure l’Ente Parco (0789 790211 e 340 6154007), la Polizia municipale (0789 736015) e il CFVA (348 2573099 e 0789 721083).