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  • In viaggio nel Parco Nazionale dell'Appenino


    Istituito con Decreto del Presidente della Repubblica in data 21 maggio 2001, il suo territorio si estende per oltre 26.000 ettari lungo la dorsale appenninica tra l’Emilia-Romagna e la Toscana interessando le province di Massa-Carrara, Lucca, Reggio Emilia e Parma. Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano racchiude in se la maggior parte degli elementi naturali che caratterizzano il crinale appennico settentrionale. La storia del Parco è scritta nel suo paesaggio naturale evolutosi da un contesto di paesaggio fortemente semplificato ed estremamente funzionale al modello agro-forestale degli anni Sessanta e Settanta. il territorio del Parco si presenta oggi come un complesso mosaico di ambienti cui corrisponde una biodiversità straordinariamente ricca: gli ambienti stabili di foresta, le aree aperte semi-naturali in evoluzione verso ulteriori stadi e successioni ecologiche, gli ecosistemi agricoli mantenuti tali dalla residua attività dell’uomo caratterizzano in modo significativo il paesaggio del Parco; dalle cime si aprono grandi panorami su praterie di vetta, brughiere, boschi di faggio e conifere, valli profonde e impetuosi corsi d’acqua, tranquilli laghetti montani e preziose torbiere. La rinnovata presenza di habitat naturali, la recuperata complessità ecosistemica e la conseguente abbondanza di specie oggi presenti nel suo territorio, che il Parco è chiamato a gestire e governare, sono probabilmente da annoverare tra i più importanti successi in termini di conservazione della natura e di recupero in biodiversità osservati nel nostro Paese. Tra la fauna spiccano l’aquila reale e il lupo, da anni stabile negli angoli più selvaggi, grandi mammiferi come cervo, cinghiale e capriolo, e numerosissimi uccelli e anfibi di tipo alpino. Il territorio del Parco Nazionale comprende una grande varietà di ambienti che consente a moltissime specie animali di trovare le condizioni adatte per vivere e riprodursi. Parte del fascino degli animali di montagna risiede proprio nella loro capacità di vivere in condizioni difficili, spesso estreme. Il gelo invernale, la scarsità di cibo, il vento sferzante e le forti radiazioni solari vengono affrontati grazie ad adeguate strategie di adattamento. Così, ogni ambiente del Parco, se osservato con attenzione, rivela una grande ricchezza di forme animali. L’incredibile varietà botanica del Parco comprende specie endemiche e relitti glaciali; per la ricchezza di specie alcuni rilievi sono considerati veri e propri giardini botanici naturali. Il territorio del Parco Nazionale si presenta come un complesso insieme di ambienti differenti a cui corrisponde una straordinaria diversità di tipologie di vegetazione e di specie della flora. Brughiere a mirtilli, praterie di vetta, boschi di faggio e di quercia, rimboschimenti di conifere, castagneti e preziose torbiere caratterizzano in modo significativo il paesaggio e il territorio del Parco. L’incredibile varietà floristica comprende specie endemiche, artico-alpine, mediterranee ma anche relitti glaciali e specie rare come la Primula appenninica, il Rododendro, la Genzianella, il Salice erbaceo, la Silene di Svezia e molte altre ancora.