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  • Liberato un esemplare di Piro piro boschereccio


    Il personale dell’Ufficio ambiente dell’Ente Parco, in collaborazione con quello del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e con il veterinario incaricato, ha liberato nel corso dei giorni scorsi un esemplare di Piro piro boschereccio (Actitis hypoleucos) recuperato due settimane fa e assistito in fase di emergenza dall’ambulatorio veterinario di Salvatore Amadori a Olbia e dal Centro recupero animali selvatici di Bonassai per la completa e definitiva stabilizzazione. L’animale (nella foto sopra, di Siro Corriga / Ente Parco), trovato in difficoltà da un dipendente del Parco, era stato immediatamente trasferito a Olbia per la necessaria assistenza sanitaria nell’ambito del “Progetto per il recupero della fauna selvatica” voluto dalla provincia di Olbia Tempio. La liberazione dell’esemplare di Piro piro è avvenuta alla presenza del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale in prossimità della diga di Caprera. L’animale, in ottimo stato di salute ha rapidamente preso contatto con l’ambiente dimostrando di aver completamente recuperato dalle difficoltà che avevano costretto all’assistenza veterinaria. Dopo un periodo di osservazione, il personale coinvolto nelle operazioni ha lasciato l’animale ad una completa libertà. Il Piro piro boschereccio è uno dei limicoli più piccoli presenti in Italia. E’ riconoscibile oltre che per le piccole dimensioni, per le parti superiori bruno-oliva, e per le parti inferiori completamente bianche, il bianco inoltre si estende sulla parte laterale prima dell’ala disegnando una specie di bavaglino color oliva. In volo presenta ali curvate verso il basso con barra bianca, mentre le timoniere sono solo marginalmente bianche. A terra cammina con grande rapidità o corre, e se allarmato alza ed abbassa ritmicamente testa e coda. Ha un volo caratteristico basso sull’acqua con battiti d’ala poco profondi e planate più lunghe, nell’acqua riesce ad immergersi per poco aiutandosi con le ali. Il Piro piro nidifica nell’Europa centro settentrionale, ed in Asia. In Italia è specie di passaggio da metà aprile ad agosto, ma è presente anche come svernante. Purtroppo come molti altri limicoli è una specie che nel corso degli anni ha subito una drastica diminuzione nel nostro Paese, dovuta in massima parte alle bonifiche dei terreni paludosi ed alle trasformazioni fondiarie in generale.