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  • ... e i dipendenti del Parco scrivono al Ministro: ingiusta la soppressione dell’indennità del Presidente


    Il personale del Parco esprime con una lettera al Presidente della Repubblica e al Ministro dell’Ambiente la propria solidarietà al Presidente dell’Ente Parco di La Maddalena, Giuseppe Bonanno, per le difficili condizioni in cui si trova a svolgere i suoi compiti istituzionali: i Presidenti dei Parchi Nazionali d’Italia non ricevono infatti più compensi e continuano a prestare la loro opera sotto l’ulteriore minaccia di dover restituire alla pubblica amministrazione quanto finora percepito. Con la presente il personale del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena intende esprimere la propria solidarietà al Presidente Giuseppe Bonanno per le difficili condizioni in cui si trova a svolgere i suoi compiti istituzionali. Come noto a partire dal gennaio 2011 i Presidenti dei Parchi Nazionali d’Italia non ricevono più compensi e continuano a prestare la loro opera sotto l’ulteriore minaccia di dover restituire alla pubblica amministrazione quanto percepito nell’anno 2010. Tale situazione, oltre a determinare un danno personale, decapita di fatto gli Enti gestori dei Parchi, privando la figura del Presidente di qualsiasi peso politico: chi mai in futuro avrà il desiderio di rappresentare a costo zero la nostra Amministrazione nei Ministeri e nelle altre sedi istituzionali? E se anche vi fossero dei volontari, con quale spirito di abnegazione e sacrificio potrebbero farlo senza ricevere nessun compenso? Fa meraviglia, peraltro, che in un momento di crisi drammatica per il Paese, i tagli – necessari per quanto opportuni - vengano operati sui settori strategici, capaci non solo di conservare un patrimonio di bellezza universalmente riconosciuto ma anche di stimolare un settore economico, quello turistico-ambientale, da sempre indicato come irrinunciabile via di sviluppo. Fa meraviglia inoltre che tali tagli vengano operati su 23 compensi da 1.500 euro senza toccare invece i cumuli d’incarichi, i doppi e i tripli stipendi di chi occupa contemporaneamente le più importanti magistrature dello Stato; senza intaccare il sistema di privilegi di chi, a spese nostre, si assenta dalle sedi istituzionali o, fatto ancor più grave, arriva a trarne una personale utilità. Vogliamo esprimere inoltre la più ferma opposizione a una decisione che calpesta ogni criterio meritocratico nella sua adozione. La carica di Presidente del Parco, così come rivestita dal dott. Bonanno, non può essere considerata un titolo “onorifico”. Non c’è nessun onore nel lavorare quotidianamente al servizio della Stato e a beneficio di una comunità ricevendone in cambio attacchi e decurtazioni. E ancora meno onorevole è dare bella mostra di una politica dei tagli rigorosa coi deboli e lassista coi forti.