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  • Interventi: “Terra estrema la nostra isola”


    Terra estrema la nostra isola. Strano crocevia di paradossi e realtà, tutto il peggio e tutto il meglio, inestricabilmente intrecciati. Così anche nella delicata vicenda Enermar. In un’isola già devastata da una crisi dovuta alle mancate promesse di riconversione, con nessuna strategia alternativa che vada oltre la filosofia dell’eterno presente, filosofia fetente e necessaria per i singoli, ma esiziale quando la si applica ad una comunità, si rischia di sottovalutare la gravità della perdita di 83 posi di lavoro e del servizio che la compagnia Enermar garantiva. Quella che leggo io è la storia di una palese e plurima violazione di diritti esercitata dalla politica: il diritto al lavoro di 83 dipendenti marittimi, il diritto di due comunità alla continuità territoriale, e il diritto di una compagnia che non gode di sovvenzioni pubbliche, ma crea occupazione, di esercitare in un clima di libero mercato. In tutta questa vicenda c’è sicuramente qualcosa che non va, e a tal fine è utile un breve riassunto: Maggio 2010 La Regione toglie alla compagnia Enermar, di proprietà dell’armatore Vincenzo Onorato, 6 corse diurne per affidarle ad un’altra compagnia, la Delcomar di Franco del Giudice. Gennaio 2011: La compagnia di Onorato denuncia lo stato di crisi che costringerà alla chiusura degli ormai pochi collegamenti. Chiede la restituzione dei 6 slot quotidiani sottratti, sostenendo che chi gode di laute sovvenzioni per la notturna non può effettuare corse nel libero mercato al fine di non distorcere la concorrenza e promette di effettuare gratuitamente, ovvero senza sovvenzioni, le corse notturne per la Maddalena facendo risparmiare 1,7 milioni euro l’anno, erogati nei cinque anni precedenti alla compagnia Delcomar in regime di proroga, regime di cui denuncia l’illegalità ricorrendo al Tar. 25 febbraio: Il Tar ha dichiarato illegittimo il regime di proroga con cui la Regione fino a oggi ha permesso alla compagnia Delcomar di svolgere il servizio notturno. 1 marzo: La Regione, con il neo assessore ai Trasporti Cristian Solinas, incontra i rappresentanti di Saremar, Delcomar ed Enermar. Chiede 48 ore per dirimere la quaestio. Si riveleranno le 48 ore più lunghe della storia. 7 Luglio: Il Tar della Sardegna dà nuovamente ragione alla compagnia di Onorato. 31 Ottobre: la Enermar, dopo ben 10 mesi dalla denuncia dello stato di crisi, salpa le ancore dall’isola e le navi scendono a Cagliari con gli equipaggi a protestare davanti a quel palazzo che avrebbe dovuto garantir loro la trasparenza delle regole e il diritto al lavoro ma che ha rivela loro ogni giorno di più di non avere le idee chiare sulla questione trasporti. Che, applicando la fetente filosofia di cui sopra dell’eterno presente, finge di risolverla con due missive con cui chiede ai due armatori di mettersi d’accordo e rinunciare l’uno per un po’ alle corse e l’altro di riprenderle, sempre solo per un po’. Nel dubbio che questa sia un’ingiustizia incomprensibile o che ci sia una poco nobile e finora sconosciuta ragione che abbia spinto la Regione a spendere più soldi pubblici per i privati, per fare delle cose che potevano essere fatte senza costi per il pubblico, l’unica certezza è che da ora in poi la storia, su questa e tutte le altre vicende, tocca a noi scriverla. Non farcela scrivere per poi applaudirla o rifiutarla.