body-parcoinforma
  • Nelle aree protette le pratiche ecosostenibili valorizzano imprese e territorio


    Questi i risultati della ricerca svolta all’interno del progetto STEPPA, finanziato con fondi comunitari: le prestazioni di un’azienda migliorano quando vengono attuate misure di ecosostenibilità. Inoltre, se essi fossero più riconoscibili, la presenza di marchi di qualità ambientale potrebbe migliorare l’esperienza dei turisti nelle aree protette e creare un valore aggiunto per il territorio. Il progetto STEPPA, finanziato attraverso il programma comunitario “Reti di conoscenza per la competitività e la sostenibilità del turismo europeo”, si è concluso alla fine del mese di novembre. Nell’ambito del progetto - che ha coinvolto dieci partner provenienti da sette paesi europei, tra cui la Federazione EUROPARC, la Leeds Metropolitan University e il partner principale, ossia l’Università della Finlandia orientale - è stato esaminato il valore aggiunto del turismo sostenibile nelle aree naturali protette per le imprese locali, utilizzando come documento di riferimento per lo studio la Carta europea EUROPARC per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (European Charter for Sustainable Tourism in Protected Areas, CETS). La prima ricerca, effettuata dalla Leeds Metropolitan University su quasi 900 aziende operanti nel settore turistico e della ricettività in 59 aree protette europee, ha dimostrato che le performance di sostenibilità e di business hanno un impatto reciproco positivo. Le finalità principali per cui comportarsi in modo sostenibile sono altruistiche, mentre criteri individualistici, come la possibilità di ottenere risparmi, vantaggi o una maggiore domanda di clienti risulterebbero influire in minor misura. Purtroppo le aziende che dichiarano di impegnarsi in un gran numero di azioni volte alla ecosostenibilità sembrano invece faticare a fare esempi concreti; ma in generale le aziende che adottano misure di sostenibilità sono consapevoli di aver tratto beneficio dalla loro applicazione e sono più soddisfatte della loro performance finanziaria. Un altro elemento di criticità è il fatto che le aziende verdi non riescono a comunicare in modo efficace. Una seconda indagine condotta dall’Università di Finlandia orientale su un numero complessivo di 1300 visitatori di aree naturali protette in tutta Europa aveva lo scopo di capire il punto di vista dei visitatori sulla sostenibilità e in particolare se i regimi di turismo sostenibile possano contribuire a dare un maggior valore alla loro esperienza di viaggio. I risultati hanno confermato che effettivamente i fruitori delle aree protette percepiscono questo valore aggiunto; inoltre, i turisti sono disposti a partecipare ad attività sostenibili durante la loro permanenza e hanno opinioni positive sui marchi di qualità. Purtroppo però i certificati “verdi” o le etichette “ecologiche” (ecolabel) non sono molto riconoscibili ai turisti, sebbene tali strumenti abbiano comunque un grande potenziale e possano costituire un valore aggiunto per i visitatori delle aree protette. Gli ecolabel permettono infatti di riconoscere in maniera affidabile i prodotti, le imprese e i servizi ecologici, e gli intervistati ritengono che favorire i prodotti con ecolabel sia una maniera di agire sostenibile. Il report completo in lingua inglese e una sintesi di ciascuno dei rapporti di ricerca in inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo sono disponibili all’indirizzo: http://www.europarc.org/what-we-do/steppa.