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  • Il Parco a La Spezia per puntare sulla tutela dell'ambiente marino


    Intorno ad un tavolo per discutere il tema del “Mare come risorsa per i territori”. Si intrecciano esperienze e punti di vista diversi al seminario tenuto in occasione della tre giorni della Fiera internazionale delle innovazioni  navali e marittime, Sea Future 2010, tenutasi a La Spezia dal 13 al 15 Ottobre scorso e che ha visto la partecipazione dell’Ufficio stampa e  comunicazione e del Presidente Giuseppe Bonanno  del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.
    Presa di posizione decisa quella espressa dal navigatore Giovanni Soldini: “La civiltà occidentale sta schiumando tutte le risorse del mare a una velocità pazzesca – spiega in un appassionato intervento sfuggendo il ruolo della star di copertina  -. L’uomo negli ultimi cent’anni si è mangiato il 70% delle risorse del pianeta. Le generazioni più giovani subiranno questi abusi – spiega Soldini rivolto in particolare ai ragazzi delle scuole superiori spezzine presenti nella sala convegni dell’Expo.
    Punta sulla necessità di uno sguardo aperto ai territori il Presidente del Parco di La Maddalena, Giuseppe Bonanno, nel sottolineare la necessità di un’interazione aperta tra tutte le istituzioni che sul territorio, a mare e a terra operano per la tutela della risorsa ambientale marina: “Spesso i Parchi vivono nell’isolamento, a differenza che in altri paesi dell’Unione europea non abbiamo una rete istituzionalizzata. La scommessa che in questi anni abbiamo portato avanti come Parco di La Maddalena punta strategicamente in questa direzione. – sottolinea Bonanno - Costituiamo un anello di relazione fondamentale con il Parco dell’Asinara e Porto Conte, per non parlare poi dell’importante lavoro avviato con la riserva Office de l’Environnement de la Corse (Ufficio per l’Ambiente della Corsica) per la realizzazione del Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio. Esperienze di rete fondamentali per offrire una prospettiva più ampia al territorio dell’Arcipelago”.
    Un’analisi economica finanziaria quella proposta invece dal Direttore dell’Area Marina protetta di Porto Fino, Giorgio Fanciulli “I drastici tagli che la finanziaria sta operando a tutti i Parchi Nazionali con la riduzione del 50% del budget di spesa, si riflettono ancora più negativamente per quello che riguarda le aree marine protette - spiega il direttore Fanciulli - riceviamo finanziamenti erogati attraverso il bilancio ordinario del Ministero dell’Ambiente le nostre possibilità di spesa per la prossima annualità sono praticamente nulle, in alcuni casi anche per la gestione dell’ordinaria amministrazione.  Se la tutela del mare è considerata un investimento strategico per il paese, non si può adottare una logica di tipo commerciale. Se dobbiamo conservare e preservare il territorio, non possiamo metterci a vendere prodotti per fare cassa e tenere i bilanci in pareggio”.
    Chiude il seminario l’intervento di Vincenzo Abate, responsabile dell’Impresa cubana che gestisce le aree protette dell’isola  caraibica: “I problemi emersi nel corso degli interventi dei relatori, sono molto simili a quelli che quotidianamente anche noi dobbiamo affrontare – spiega Abate – Da parte nostra c’è la consapevolezza che la risorsa strategica offerta dal mare è fondamentale per l’intera economia dell’isola”.