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  • Rubrica - Appunti in agrodolce


    Oggi mettiamola sul ridere: Finita la creazione, a Dio rimanevano un paio di cose “da distribuire”.

    Cosa sono, cosa sono? domanda Adamo molto incuriosito.

    Una è un qualcosa che serve per fare la pipì in piedi, risponde Dio.

    Lo voglio, lo voglio, io so come usarlo, per favore Dio, lo voglio io, per favoreeeee! pregava Adamo tirandolo da una delle maniche della sua tunica. Eva, vedendolo così emozionato disse gentilmente che per lei non c’erano problemi e che poteva pure darlo ad Adamo. Avuto il suo nuovo regalo, Adamo comincia a correre avanti e indietro tutto contento facendo la pipì sui tronchi degli alberi e, ridendo come un matto, si intrattiene scrivendo il suo nome nella sabbia. Sia Dio che Eva lo guardano silenziosi e leggermente stupiti.
    Dopo aver osservato per un po’ il comportamento di Adamo, Dio aggiunge:

    Bene, ecco, prendi tu l’altra cosa che ho da distribuire e credo che ti appartenga.

    - E come si chiama? domanda Eva.

    Cervello, risponde Dio.

    Allora… in un paese discretamente maschilista, potremmo pure permetterci ogni tanto una sana discriminazione all’incontrario, o no? Contrariamente a quello che si potrebbe pensare –anche perché, in effetti, machismo è parola spagnola- la società italiana è più maschilista di quella spagnola e latinoamericana. Non nego che nelle classi popolari di quei paesi, laddove vi sia un livello economico, sociale e culturale basso, le relazioni uomo donna siano spesso impregnate di sottomissione e di valori tradizionali nel senso più deleterio del termine, quando non di violenza e soprusi continui e sistematici accettati come “normali”; ma nei livelli culturali alti e nei strati economici medio-alti ed alti si pratica una maggiore eguaglianza, un maggior rispetto e considerazione per le capacità e le competenze della donna, che di fatto trova meno ostacoli, in tutte le professioni, al suo inserimento lavorativo.

    Non è solo un’impressione, si possono portare dati a sostegno di questa affermazione. Intanto ricordiamo che la media europea di donne attive in politica è del 23%, in Italia del 17,2%. Guardando poi in specifico la presenza femminile nei parlamenti, troviamo: Svezia 47%; Cuba 43,2%; Argentina 40%; Spagna 36,3%; Germania 31,6%; Emirati Arabi 22,5%; Italia 21,3% (Fonte: Unione Interparlamentare). Squilibri simili si riscontrano se analizziamo la presenza percentuale delle donne nei livelli dirigenziali delle imprese, nel settore culturale e in diversi campi professionali.

    Un secolo fa una donna per essere presa in considerazione come scienziata o politica doveva essere brutta, adesso deve essere una star o assomigliarle… Negli USA, Sarah Palin è stata scelta come candidata alla vicepresidenza perché aggiungeva una giusta (??) dose di glamour alla campagna di McCain. Tranquilli, in Italia non siamo da meno. La bella Valeria Marini ha dichiarato che sta studiando da Presidente, l’aspetto tragicomico è che presidente della repubblica forse no, ma a deputata ci arriverà con molte probabilità…

    Ragazze…non ce l’abbiamo fatta, non ci siamo capiti… Noi ragazze degli anni '70 non era questo che volevamo… Aspiravamo alla integralità della nostra persona, volevamo essere ammirate nella nostra femminilità, corteggiate e desiderate, rispettate nei nostri sentimenti e sensibilità, ma pretendevamo che, intellettualmente e professionalmente, valessero solo il nostro intrinseco valore specifico e i meriti conquistati sul campo, senza interferenze, privilegi o sconti dovuti al nostro fascino.

    Adesso anche la donna più impegnata politicamente non disdegna (non tutte, ma il fenomeno è abbastanza rilevante) di fare l’occhiolino, di sfruttare, di puntare comunque, anche, sul turbamento facilmente provocato dal tacco 12, dal tubino aderente, dall’incrocio ad arte delle gambe. Per noi era una questione di principio, e molto molto delicata. Una linea di demarcazione sottile che custodivamo gelosamente. Non ci piacevano i complimenti fuori logo, elargiti nel momento e posto sbagliati. Femminismo d’antan? Passato di moda? Forse. A voi il quesito.