body-parcoinforma
  • "Riflessioni di fine anno"


    Pubblicazione delle comunicazioni del Presidente ai membri del Consiglio direttivo nella seduta di venerdì 12 dicembre 2008.

    Si è finalmente concluso un ciclo di aggressione contro il Parco che ha avuto spesso accenti aspri e al limite della denigrazione nei confronti del Presidente dell’Ente Parco e del Consiglio direttivo. Mi riferisco ovviamente alla consultazione popolare proposta per chiedere il pronunciamento della cittadinanza di La Maddalena sulla Legge istitutiva dell’Ente Parco.

    Nonostante un’esposizione mediatica tutta rivolta a favore del movimento promotore della consultazione e contraria alle posizioni dell’Ente Parco, nonostante la sponsorizzazione della consultazione da parte dell’intero Consiglio comunale di La Maddalena, nonostante l’invio di una lettera ai residenti del Comune di La Maddalena firmata dal Sindaco con l’invito “a recarsi a votare con sincera e convinta partecipazione”, nonostante l’affissione di manifesti e la divulgazione di volantini, nonostante una consultazione durata per sette giorni e dodici ore al giorno, ebbene dopo tutto questo, grazie all’unico strumento di comunicazione in possesso dell’Ente, il “Parcoinforma”, le dichiarazioni del Presidente – con le quali si invitava la popolazione a non riconoscere questa consultazione quale rimedio delle problematiche connesse alla gestione del nostro territorio soprattutto in un periodo socialmente delicato come quello attuale – hanno indubbiamente influenzato l’esito del voto, per il quale è stato registrato il risultato, solo fino a pochi mesi fa del tutto inatteso, di un astensionismo che si è assestato poco al di sotto del 90%.

    Si tratta di una indubbia vittoria morale per l’Ente, la quale tuttavia non può sottrarre nessuno che ne faccia parte – sia esso in qualità di amministratore o di lavoratore – dal proseguire con l’analisi critica del passato poco produttivo di questo Ente, dei rapporti praticamente inesistenti che ha avuto con la popolazione locale, degli scarsi risultati che negli anni che hanno seguito la sua istituzione è riuscito a produrre sul territorio, e conseguentemente proseguire sulla strada del miglioramento, della ‘normalizzazione’ e della ‘stabilizzazione’ dell’Ente già intrapresa in tal senso poco meno di un anno fa, sin dal momento della costituzione del nuovo Consiglio direttivo dell’Ente Parco, per il quale “non voto” deve costituire uno stimolo ulteriore, un mandato a perseguire sul sentiero già imboccato, tentando di porre in essere gli forzi necessari alla ricerca di nuovi e importanti fonti di finanziamento per l’Ente e di mettere finalmente il più completo ordine nel sistema degli strumenti di gestione del Parco.

    Per tali ragioni dovremo agire con forza e determinazione anche per potenziare la nostra capacità di penetrazione tra la popolazione, per informare la cittadinanza sulle politiche, le idee, le azioni intraprese dall’Ente Parco, ma anche per acquisire con un processo inverso le informazioni e le istanze provenienti dalla comunità maddalenina. Abbiamo infatti l’obbligo – nell’anno in cui il Grande Evento del G8 porterà i riflettori di tutto il mondo a concentrarsi sul nostro piccolo e bellissimo territorio – di produrre piccoli ma diffusi segni tangibili della presenza del Parco su questo territorio. Come potremo riuscire in questo scopo? Dovremo agire su due versanti: innanzitutto sarà necessario continuare nel percorso avviato con l’adozione e la definitiva approvazione, da parte del Ministero vigilante, delle Linee di indirizzo del Piano per il Parco per l’adozione – finalmente dopo dodici anni – dello strumento principe per la gestione del territorio e con la predisposizione di un Regolamento che proprio con l’adozione del Piano potrà finalmente produrre risultati concreti e certi anche dal punto di vista giuridico, diversamente da quanto accaduto in passato.

    Con la definitiva approvazione delle Linee di indirizzo del Piano per il Parco, come previsto nel disposto deliberativo, il Direttore ha ricevuto il mandato a procedere con la predisposizione degli atti necessari per l’affidamento degli incarichi, ed ora - espletati gli obblighi relativi alla conclusione del progetto Interreg IIIA - potrà procedere di conseguenza. Ringrazio il lavoro svolto dal personale dell’Ente - come ho potuto constatare di persona - grazie al quale posso comunicare al Consiglio che il traguardo che sembrava lontano e irraggiungibile di spesa dei fondi, così come derivanti dalla rimodulazione concessaci ad agosto dall’Autorità di vigilanza del Progetto Interreg IIIA, è stato raggiunto. Questo però non deve farci perdere di vista l’obiettivo principale della nostra azione, e cioè di ad addivenire quanto prima all’avvio della redazione del Piano per il Parco. In questo non posso che rivolgere, convinto nell’appoggio sincero del nostro Direttore, un invito ad indirizzare, da ora in avanti, le forze dell’Ente per procedere velocemente alla pubblicazione e aggiudicazione degli incarichi per la realizzazione del Piano e del Regolamento del Parco. Ora che le energie dell’Ente si sono liberate dell’incombenza relativa alla conclusione di questo importante progetto comunitario, è necessario anche arrivare all’approvazione del Bilancio ed oggi dovremo trovare la sintesi rispetto ai progetti e ai segnali che il Parco vorrà lanciare sul territorio.

    Ho avuto modo di spedire il documento di programmazione per raccogliere le vostre integrazioni, suggerimenti perplessità e osservazioni per chiedere al Direttore di procedere immediatamente a dare le indicazioni necessarie per redigere e completare, rappresentate le esigenze dell’Ente, il Bilancio di Previsione del 2009. Credo sia necessario avviare, come dicevo poc’anzi, pochi ma diffusi progetti sul territorio necessari a migliorare la fruibilità del territorio e a consolidare e qualificare la presenza sul territorio del Parco. E’ necessario inoltre confermarne il ruolo di controllo e di monitoraggio degli habitat, nonché cercare tutti quegli accordi che, dal punto di vista della cooperazione, moltiplichino gli effetti dei fondi stanziati in Bilancio sui vari settori. Mi riferisco in questo senso agli accordi utili a migliorare l’efficienza nella salvaguardia degli arenili e della pulizia dell’isola di Caprera, accordi che devono essere necessariamente siglati con il Comune di La Maddalena. Dovrà essere anche vagliata l’ipotesi di intese con l’Ente Foreste della Regione Sardegna per la messa in opera della cartellonistica in possesso dell’Ente e ancora non istallata.

    Tutto questo però dovrà avvenire nell’ottica di migliorare l’efficienza delle risorse ma, in qualsiasi caso, dovrà contemplare tempistiche certe e il più possibile strette, altrimenti si dovranno percorrere altre strade. Le parole d’ordine dell’azione del Parco per il 2009 devono essere efficienza e rapidità e in tal senso dovranno orientarsi le nostre scelte. Il Parco, nella prima fase di predisposizione del Piano, dovrà verificare la possibilità di introdurre strumenti a sostegno delle attività produttive e delle iniziative imprenditoriali locali, favorendo le iniziative in linea con le indicazioni gestionali del Parco, in modo da influenzare e indirizzare il sistema economico locale e rappresentare un modello economico alternativo e complementare. Già da quest’anno, a mio avviso, la gestione di spazi predisposti dalle iniziative dell’Ente o dei mezzi di proprietà dell’Ente (aree parcheggio, biciclette, capannoni, casa del Parco) dovrà, nel rispetto delle normative di riferimento, premiare le cooperative sociali e/o giovanili che promuovono l’occupazione locale.

    Infine voglio aggiungere che la conclusione positiva di vicende passate in merito all’ingresso di privati nell’erogazione di servizi deve trovare una nuova fase di analisi e di maturazione affinché i limiti che – in modo sempre più stringente – le varie Leggi finanziarie ci impongono in termini di assunzioni e di risorse reali da investire, possano essere superati per fornire servizi che, da un lato, migliorino la fruizione del territorio e che dall’altro permettano di contingentare i flussi turistici sempre più caotici ed incontrollati, nonché concentrati in brevi periodi.

    Devono essere individuati i corretti meccanismi che garantiscano il totale controllo da parte dell’Ente Parco rispetto alla qualità dei servizi offerti al pubblico e la corrispondenza tra questi e le finalità del Parco e la conservazione della natura. Dovrà inoltre essere chiaro per l’utente dell’area del Parco che il versamento dei diritti d’ingresso andrà a finanziare progetti di riqualificazione ambientale, il recupero di strutture destinate alla fruizione, e che tali somme saranno quindi destinate al miglioramento degli standard qualitativi e alla mitigazione degli impatti sugli ecosistemi. In tal senso si potrà determinare che la quota parte spettante all’Ente in futuri affidamenti di servizi a favore di terzi, possa essere annualmente indirizzata al finanziamento di specifici progetti-obiettivo stabiliti dal Consiglio Direttivo in fase di approvazione del Bilancio di previsione.